Il talento di Raphael Gualazzi è indiscutibile. La sua chiara ed evidente formazione jazz si è sempre associata ad un’alta intelligenza artistica che l’ha portato a miscelare il suo sound originale con sonorità decisamente più pop. Ciò si è verificato in modo decisamente più evidente nell’ultimo album dove alcune canzoni sono indiscutibilmente vere canzoni pop.

Gualazzi resta ed è innanzitutto un ottimo pianista e compositore ma si distingue anche per la sua voce molto particolare, per quel falsetto che lo rende unico e riconoscibile.

L’Happy Mistake Tour fa tappa al Teatro Arcimboldi di Milano. Onstage Raphael è accompagnato da nove musicisti, otto dei quali francesi  tra cui tre coriste. «L’errore felice del titolo – spiega Gualazzi – è quello che spariglia le regole e ti sorprende. Come un solo di tromba sovrapposto per sbaglio, che diventa bellissimo. Anche nella vita è così, perché la condizione umana è imperfetta per definizione. Così come la voce. O il suono del pianoforte classico, che è inimitabile».

A completare la rose dei talentuosi musicisti per la tappa meneghina c’è anche la tromba di Fabrizio Bosso, ospite speciale in alcuni brani della scaletta.

E’ splendida l’atmosfera che si respira all’Arcimboldi dal primo all’ultimo minuto del concerto. Scorrono una dietro l’altra, con pochissime parole negli intermezzi, tutti i più grandi successi del pianista di Urbino. Alcuni pezzi vengono proposti con nuovi arrangiamenti, meglio adatti alla formazione sul palco. Oltre alla base ritmica, vi sono tre fiati e, inoltre, tre bravissime coriste in grado di portare ancora più soul al sound di Gualazzi.

Concerto indimenticabile quello di ieri sera al Teatro Arcimboldi: in più di un’occasione tutto il pubblico si alza in piedi per applaudire Raphael e la sua band. Chapeau.

Fotografie di Pier Luigi Balzarini