Arriva oggi nelle sale cinematografiche Rams – Storia di due fratelli e otto pecore, uno dei film più originali della scorsa edizione del Festival di Cannes.

La pellicola islandese – una commedia stralunata che lascia traspirare momenti di drammatica catarsi – conquistò il premio principale della sezione Un Certain Regard conquistando pubblico e critica.

Il film di Grimur Hakonarson è figlio di tanta cinematografia scandinava che mette in scena le vicende di personaggi comune con un taglio quasi surreale, osservandoli nelle loro attività quotidiane.

Protagonisti di Rams sono infatti Gummi e Kiddi, due fratelli ormai anziani che non si parlano da quarant’anni, nonostante vivano in abitazioni l’una attaccata all’altra in mezzo al vuoto della meravigliosa campagna islandese.

La loro unica gioia è costituita dall’allevamento di pecore, attività in cui eccellano e per la quale gareggiano ogni anno nella tradizionale manifestazione locale. I due però saranno costretti a riprendere i contatti dopo che una terribile epidemia metterà in pericolo i loro allevamenti: le autorità decideranno di abbattere le greggi degli allevatori della zona, ma uno dei due si ribellerà nascondendo alcune delle sue amate pecore.

Il regista Hakonarson ha rivelato come all’origine del suo film c’è il desiderio di immortalare un mondo che sta lentamente svanendo accerchiato dalla modernità: “È questo il mondo che volevo raccontare nel film. Gente che vive sola col suo gregge, in mezzo alla natura, e sviluppa un forte legame emotivo coi suoi animali. È diventata una cosa sempre più rara nella società moderna: gli individui come i miei due protagonisti stanno scomparendo e io credo che sia un peccato. Mi piacciono le cose eccentriche, e vorrei che il loro stile di vita continuasse a esistere, anche nel mondo moderno.”

Alla base della pellicola c’è una situazione, quella del diverbio tra i due fratelli, che è meno insolita di quanto si possa credere, almeno in un certo tipo di ambienti: “Gli islandesi sono persone testarde e indipendenti, vogliono cavarsela da soli e sono diffidenti di tutto quello che arriva da fuori. Solo che questa indipendenza di pensiero, a volte, va contro ogni logica. Le ragioni delle dispute sono diverse, ma la gente litiga soprattutto per la terra, per questioni di eredità o per faccende amorose. È una situazione tragica, quella che si crea quando persone che vivono in luoghi così isolati, in piccolissime comunità, non parlano più con i loro vicini. Ma al tempo stesso c’è qualcosa di comico.”

Infine il cineasta ha parole di elogio per le pecore che hanno preso parte a Rams, vere e proprie star che meriterebbero un premio ufficiale: “Se mai decidessero di assegnare un premio agli animali nel cinema, sono certo che le nostre pecore sarebbero le prima ad essere candidate e che tornerebbero a casa con qualche statuetta.”