Rivoluzione in casa Rai: il consiglio d’amministrazione ha deliberato nella giornata di ieri di rendere esecutiva a partire entro aprile la norma relativa al limite retributivo degli artisti dell’azienda di viale Mazzini, con un tetto massimo fissato a 240mila euro.

La cifra – relativa al compenso annuale lordo – è molto inferiore rispetto ai compensi medi incassati da alcune delle star più in vista della televisione statale: tra coloro che dovrebbero essere duramente colpiti dal provvedimento ci sono Fabio Fazio, Antonella Clerici, Bruno Vespa, Massimo Giletti, Alberto e Piero Angela, Lucia Annunziata e Carlo Conti.

La decisione sarà poi ratificata ufficialmente una volta arrivati i pareri richiesti ai ministeri dell’Econonomia e dello Sviluppo economico, rispettivamente azionista unico e organo vigilante.

Viene così estesa anche agli artisti la legge sulla riforma dell’editoria che aveva visto fissato lo stesso tetto retributivo anche per i lavoratori della Rai. Proprio sull’allargamento anche agli artisti persistevano dubbi che dovrebbero essere sciolti dal pronunciamento dei due ministeri.

Si tratta di una mossa che potrebbe avere ripercussioni importanti: vedendosi tagliare lo stipendio alcuni fra gli artisti citati potrebbero infatti passare alla concorrenza, sottraendo così alla Rai alcuni degli asset più importanti.

Bruno Vespa per esempio ha affermato: “Credo che il cda abbia voluto in qualche modo invitare il ministero dell’Economia a una decisione di buon senso, se si vuole che la Rai resti nel mercato. E poiché il ministro Padoan ha dato molte prove di essere una persona di grande buon senso, sono fiducioso che si troverà presto una soluzione”.

Più accondiscendente Lucia Annunziata: “Non c’è problema, è una legge dello Stato, una decisione del Cda Rai, io obbedisco. Un’azienda ha il diritto di decidere come pagare. Personalmente trovo anche giusto che il servizio pubblico offra un pagamento inferiore a quello che è il mercato”.

Nella stessa riunione è stato approvato il budget del Gruppo Rai per il 2017, come illustrato dal Direttore Generale Campo Dall’Orto.