Mentre a La7 Urbano Cairo sta puntando tutto sull’informazione televisiva sembra che in Rai si vogliano fare dei passi indietro, non necessariamente con esiti negativi.

Secondo un articolo de la Repubblica, infatti, il direttore generale dell’azienda statale Luigi Gubitosi sarebbe intenzionato a seguire gli esempi europei delle tv di stato spagnole, tedesche e inglesi: centralizzazione affidata a un’unica figura al vertice, redazioni e direzioni unitarie.

Un affronto sia alla consuetudine politica del gioco delle parti che si riflette nelle dinamiche televisive, sia alla tradizionale gelosia dei giornalisti statali verso la propria autonomia decisionale.

In ogni caso Gubitosi e i suoi collaboratori si sono resi conto che al momento il progetto sembra impossibile, o in ogni caso da ridefinire. Gli ostacoli infatti sono di natura prettamente logistica e pragmatica: le innumerevoli sedi della Rai, compresa il mastodontico complesso di Saxa Rubra, renderebbe poco praticabile uno spostamento in massa del genere. Manca in effetti una sede centrale come nei casi dei Paesi sopra elencati.

L’obiettivo di Gubitosi potrebbe allora dirigersi verso la lotta agli sprechi, e nello specifico si risolverebbe in un consistente taglio (il 30%) delle edizioni dei telegiornali della Rai. Un modo per mettere in pratica i tagli voluti dal Governo, ma anche un’utopia che verrà sicuramente osteggiata in sede di consiglio d’amministrazione.