Era il 1954, 3 gennaio. Una bella donna di nome Fulvia Colombo annunciava dagli studi di Milano secondo lo stile sobrio dell’epoca: “La Rai, Radio televisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive“. Non più solo radio, anche l’Italia entrava nel mondo del tubo catodico (niente Lcd, allora).

La Rai compie 60 anni. Dal bianco e nero all’alta definizione, un’intera società è cambiata anche per merito (o per colpa, a seconda dei punti di vista) della televisione.

La prima trasmissione televisiva mandata in onda dall’emittente di Stato, quel giorno di 60 anni fa, si chiamava “Arrivi e partenze”. Erano le 14.30. Mike Bongiorno (foto by InfoPhoto) intervistava le personalità in transito all’aeroporto romano di Ciampino.

In pochi mesi gli abbonati furono 24mila, in quattro anni un milione, in dieci anni 5 milioni. Lascia o raddoppia, l’indimenticato quiz condotto dal grande Mike, fu il primo vero evento catodico di massa: i bar si riempivano di gente, le sale cinematografiche trasmettevano il segnale televisivo. E poi Carosello, il secondo canale, la fine del monopolio e la sfida delle tv private, il colore (dieci anni più tardi rispetto agli altri per colpa della miopia dei politici), il terzo canale, la guerra con le reti di Silvio Berlusconi, il satellite, il digitale terrestre. E siamo già arrivati ad oggi.