Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”, si chiedeva un giovane Nanni Moretti in Ecce Bombo. A distanza di quasi 40 anni i Radiohead hanno scelto la seconda ipotesi, cancellando completamente la propria presenza sul web.

I profili di Facebook e Twitter della band sono stati infatti completamente svuotati – post, immagini del profilo e via dicendo – e anche lo stesso sito ufficiale compare come una pagina bianca e intonsa.

I fan e gli esperti sono praticamente sicuri che non si sia trattato di una incredibile azione di hacking ai danni di Thom Yorke (anche i suoi account web del tutto nulli), Jonny Greenwood e compagni, ma di un’inedita e molto astuta mossa di marketing per lanciare il nuovo album, la cui uscita è prevista per la metà di maggio.

L’unico indizio sul significato preciso di questa scelta pare essere l’invio ai fan di un volantino, avvenuto qualche giorno fa. Sul foglietto in bianco e nero, fotocopiato e recante il logo dei Radiohead (il noto orsetto), solo un’immagine misteriosa a metà tra un dettaglio anatomico e la panoramica a volo d’uccello di un paesaggio, e la scritta “Sing the song of sixpence that goes – Burn the witch – We know where you live”.

Le frasi sono la citazione rispettivamente di una filastrocca (“Sing a song of sixpence”) e di una vecchia canzone del gruppo rimasta inedita e ormai vecchia di tredici anni, Burn the Witch, “brucia la strega”. Difficile invece commentare quel “sappiamo dove vivi”, ma potrebbe trattarsi di un indizio riguardante la modalità di distribuzione del nuovo lavoro del gruppo, che magari arriverà a domicilio.

I Radiohead infatti negli ultimi anni sono diventati ancora più noti grazie alle bizzarre trovate di marketing, alcune delle quali hanno fatto scuola: In Rainbows è stato inizialmente diffuso online, e i fan hanno potuto scaricarlo pagando quanto preferivano, mentre l’ultimo album solista di Yorke è stato diffuso direttamente attraverso il servizio di download BitTorrent.

Cosa ci si può aspettare dunque dal nono album del gruppo, il successore di King of Limbs, già definito come “qualcosa di mai sentito prima”?