Checco Zalone, nome d’arte di Luca Medici, non ha mai nascosto la propria ammirazione per Adriano Celentano, tanto che durante una recente intervista a Che tempo che fa, a promozione del suo ultimo successo Quo vado?, l’ha esplicitamente definito il suo mito.

A quanto sembra, però, l’ammirazione pare del tutto reciproca, in quanto è lo stesso Molleggiato a tessere gli elogi dell’attore comico in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera. Il ringraziamento è sentito sin dalle prime parole, facendo riferimento al brano La Prima Repubblica cantato da Fabio Fazio proprio alla maniera di Celentano: “Ora se voi mi chiedete se sono contento è chiaro che sono contento. Poteva dirlo di un altro, e invece no, lui si è riferito proprio a me, anche nei gesti quando canta la canzone. Quindi non ci si può sbagliare. Sono io il suo mito.”

Celentano si spinge a definire la comicità di Zalone, stimato sin da Cado dalle nubi, una vera e propria medicina, con effetti rilassanti analoghi a quelli di famosi farmaci: “Un suo film Cado dalle nubi l’avrò visto sei o sette volte. Lo tengo da conto perché quando mi capita magari di essere un po’ stressato a causa di una eccessiva concentrazione sul lavoro, anziché prendere 5 gocce di Lexotan accendo il televisore, guardo quel film e alla seconda battuta già mi rilasso allegramente. Per cui Zalone è anche un efficace toccasana di cui le farmacie non possono essere sprovviste.”

Un po’ più confuso e meno conciliante il panegirico successivo riguardo alla boccata d’aria fresca che Quo vado? avrebbe portato nel mondo del cinema, dove secondo Celentano vigono solo movimenti di macchina da presa azzardati, violenza e pretese intellettuali: “Una medicina la sua, che ci difende e ci rende immuni dalle gravi INFEZIONI che ci procurano le clamorose CAZZATE di un certo cinema internazionale, i cui ingredienti non sono altro che la solita VIOLENZA e un falso modo di girare, dove per nascondere l’incapacità, la macchina da presa si muove in modo frenetico, con i soliti effetti dove tutto è frastuono, tutto è solo morte che uccide non soltanto il buon cinema dove il messaggio, quello vero, viene dall’arte delle grandi commedie, ma anche lo spettatore che alla fine esce con il mal di mare.”

Incassato anche l’endorsement dell’opinion leader Celentano, a Zalone non resta altro che infrangere il proprio record di incassi, come probabilmente avverrà, e tentare di superare persino il primatista assoluto, l’Avatar di James Cameron che però era aiutato dalla maggiorazione del biglietto per il 3D.