Come vive la separazione dei propri genitori una bambina di circa sei anni? Quel che sapeva Maisie – What Maisie knew, storia di una figlia di una coppia fuori dal mondo e profondamente egoista non ve lo spiegherà, ma semplicemente ve lo mostrerà.

Ispirato all’omonimo romanzo di Henry James, ambientato però ai giorni nostri, il film racconta della battaglia privata tra una madre rockstar, Susanna, e un padre mercante d’arte, Beale, per ottenere l’affidamento della loro Maisie. Unico problema? Nessuno dei due si accorge di trascurare la piccola mettendo al primo posto il proprio ego spropositato piuttosto che il suo bene.

Una storia già raccontata e che affonda le sue radici nel Kramer contro Kramer di Benton, anche se qui il punto di vista principale che anche la macchina da presa si sforza di assumere è quello della bimba: inquadrature dal basso, mezzi busti fuori schermo, mani a portata di viso e tanti dettagli apparentemente poco importanti sono i soggetti principali scelti dalla regia composta da Scott McGehee e David Siegel (Suture, I segreti del lagoParole d’amore).

E mentre Onata Aprile, alla sua prima volta sul grande schermo, interpreta il suo ruolo con una gravosa leggerezza, poco credibile risulta forse Julianne Moore nel ruolo della rockettara più giovane della sua reale età, anche se la sua bravura riesce a nascondere l’incongruenza anagrafica con una interpretazione della donna inaffidabile, folle e e platealmente irresponsabile.Goffo e terribilmente dolce è il patrigno di Maisie, interpretato da un dinoccolato Alexander Skarsgård, completamente opposto nella sua figura al papà della bimba con il volto di Coogan, uomo che mette al centro della sua esistenza la sua carriera, a discapito di tutte le persone care della sua vita.

Applausi alla sceneggiatura elegante e mai volgare di Carroll Cartwright e Nancy Doyne che hanno saputo benissimo riadattare gli anni ’80 del romanzo di James rendendolo ancora più intenso e per nulla banale nonostante la tematica abusata della pellicola.

Voto: 7,5