Herbert Ballerina, Luigi Luciano all’anagrafe, è uno dei volti del mondo comico e surreale di Maccio Capatonda che più è amato dal pubblico. Finora è stato una spalla eccezionale per Maccio, regalando personaggi indimenticabili come “L’uomo che usciva la gente”. Ma alla Medusa hanno deciso di far “crescere” Herbert dandogli, per la prima volta, un ruolo da protagonista in “Quel bravo ragazzo”, in uscita il prossimo 17 novembre. Il film è una parodia dei mafia-movie con un plot molto semplice e allo stesso tempo efficace nell’innescare situazioni comiche a go-go: un potente boss mafioso scopre in punto di morte di avere un figlio, chiamato Leone, che non ha mai conosciuto, e vuole che diventi il nuovo capo della sua cosca. Ma il figlio è un chierichetto candido, goffo e stralunato che vive in un piccolo paesino del Sud Italia che assumerà il controllo dell’organizzazione a suo modo.

Vedendo il film il paragone che viene subito in mente è con Johnny Stecchino, capolavoro diretto e interpretato da Roberto Benigni, ma va dato merito al regista Enrico Lando (regista anhe de I soliti idioti) e agli sceneggiatori, tra cui c’è anche Luigi Luciano, di aver trovato una cifra stilistica e comica che ben si adatta a Herbert Ballerina. “Quel bravo ragazzo” è un film comico decisamente riuscito, pieno di situazioni in cui il contrasto tra la crudeltà della mafia e l’ingenuità del protagonista innesca risate sincere. Un bel modo di ironizzare e prendersi gioco della mafia, fenomeno su cui i film “seri” troppo spesso hanno costruito un alone mitologico.

Ballerina si dimostra in grado di reggere un lungometraggio da protagonista, rimanendo sempre fedele al suo personaggio e soprattutto facendo divertire moltissimo. Accanto a Herbert ruota poi un cast d’eccezione che vede Tony Sperandeo (nei panni di un killer del boss), Enrico Lo Verso (che interpreta un divertentissimo mafioso vegetariano e salutista), Ninni Bruschetta (nei panni dell’avvocato del boss), Daniela Virgilio (nei panni di una poliziotta antimafia), Maccio Capatonda (che interpreta il prete che ha cresciuto Leone da quando è piccolo) e addirittura Jordi Molla (che interpreta uno spietato narcotrafficante colombiano).