L’11 giugno 1985 moriva Enrico Berlinguer, il leader più amato del PCI e la terza rete di stato vuole dedicare proprio a lui la serata mandando in onda per la prima volta il documentario Quando c’era Berlinguer.

Trent’anni dopo la morte Walter Veltroni, con il documentario “Quando c’era Berlinguer”, in onda su Rai3 giovedì 11 giugno alle 21.05, restituisce un ritratto dello storico segretario del PCI tanto corretto storicamente quanto giocato sul filo lieve della memoria e della nostalgia per una politica fatta di sincerità e partecipazione. Un film-documentario che non racconta soltanto l’uomo che ha guidato il PCI verso nuovi e inimmaginabili approdi, ma anche un decennio cruciale della storia italiana, costituendo un documento, per immagini e voci, sulla “questione morale” e su ciò che è diventata adesso nel nostro paese.

Un film che si può dividere essenzialmente in due parti la prima formata da piccole interviste a giovani che spiegano Chi è Enrico Berlinguer e la seconda dove si racconta la sua vita grazie alla memoria e alla testimonianza di compagni di partito e personalità di spicco come Giorgio Napolitano, Luigi Bettazzi, Silvio Finesso, Arnaldo Forlani, Mikhail Gorbachev, Pietro Ingrao, Eugenio Scalfari e la figlia Bianca Berlinguer.

Walter Veltroni, regista del documentario, non fa mistero di esser stato un compagno e lo ricorda anche attraverso video e la sua voce fuoricampo costruendo un racconto che mediaticamente fa passare Berlinguer come un leader vincente paragonabile a una superstar della politica snocciolando i numeri dei trionfi, raccontando il leader come un ribelle coraggioso capace di andare contro i soviet aumentando il consenso e la gente che lo seguiva.

Il documentario parla alla testa e alla pancia di quel pubblico che ne condivide le idee e il pensiero politico, agli atri appare come un ricordo emozionato di chi ha vissuto quella storia ma non riusciranno a esser trasportati sentimentalmente dai fatti.