Pupo, in giro per la promozione del suo nuovo disco “Porno contro amore”, è tornato a parlare del suo rapporto con il sesso. Lo ha fatto ospite di Check Point, la rubrica di TgCom24, il canale all news del gruppo Mediaset. ”Col sesso ero esagerato, ho passato un periodo di iper-sessualità, compulsività, dipendenza e raptus. E’ stato un momento difficile. L’andrologo mi ha spiegato che i brevilinei hanno un rapporto con gli impulsi sessuali più difficile. Anche quello era un motivo, magari era una scusa” ha dichiarato senza mezzi termini. A salvarlo dalla “dipendenza” del sesso la sua famiglia, le sue donne, le sue figlie: “Ho avuto la fortuna di essere stato amato anche quando ho fatto errori molto gravi, che oggi sono anche utili perché ho raggiunto un grado di serenità che non avrei raggiunto se non avessi passato l’inferno. La guerra mi ha fortificato”.

Pupo e il gioco d’azzardo

L’altra sua dipendenza è, senza dubbio, quella del gioco. Pupo non l’ha mai nascosto: “Io ce l’ho dentro la passione per il gioco, è come il mio braccio e le mie orecchie. Uno come me ha una parte banale e facile e di semplicità, ma io sono una persona molto complessa. Un giocatore d’azzardo che ha messo in gioco quello che ho messo in gioco io deve per forza fare i conti con un carattere particolare. Colui che affronta l’imponderabile e sfida se stesso e la vita deve per forza avere delle caratteristiche che lo difendono, come la presunzione. Io sono un tipo abbastanza presuntuoso”. 

Pupo e la finzione in tv

Nell’intervista di TgCom24 c’è spazio anche per la tv: “La finzione fa parte della vita. Poi più finta della televisione che c’è al mondo? Noi siamo i principi del bluff. Il bluff è la verità. Io insegnerei – ora è una provocazione – più che la religione a insegnare a poker a scuola. Nella vita è più importante saper aggredire e fingere. La vita si impara attraverso le esperienze. Il poker è una metafora della vita pazzesca”. Una provocazione che non è passata di certo inosservata.

Pupo e il suo ultimo cd

Infine Pupo ha parlato del suo nuovo disco: “Ho fatto un disco molto limpido, difficilmente capitano occasioni di essere così leali e onesti in una produzione musicale. Anche qui ho usato molto le mie esperienze, come ho sempre fatto nella mia carriera anche quando raccontai la mia vita nella docu-fiction Rai, Il funambolo. [...] Quando ti metti a nudo devi sopportare quello che ti viene addosso di negativo e in questo sono molto temprato. Mi ha salvato il mio complesso di superiorità. Poi sono un tipo che ha imparato a convivere con la sofferenza. Alla fine diventi orgoglioso di quello che sei riuscito a ottenere, la partita è durissima da vincere, quasi impossibile”.