Il filmIl paese delle spose infelici”, prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci, tratto dal romanzo omonimo di Mario Desiati e diretto da Pippo Mezzapesa, è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane.

La storia raccontata nel libro di Desiati è ambientata in Puglia, la sua regione di origine, come anche quella del regista Mezzapesa che ha girato le riprese per la sua trasposizione cinematografica.

Ambientata venti anni fa, quando si percepiva già, attraverso la veemenza colloquiale del sindaco di allora,  l’inizio di un populismo regionale, che sarebbe poi sfociato nella deriva politica di oggi che interessa l’intero Paese – come ricorda l’autore della pellicola che, negli anni novanta, era appena un ragazzo –  la trama si svolge attraverso il conflitto interiore dei giovani personaggi, a cui fa da sfondo un territorio anch’esso pieno di contrasti.

La zona di Taranto, infatti, presenta delle bellezze naturali dove è visibile l’intervento peggiorativo dell’uomo, ed è proprio qui che un periodo di crescita delicato come l’adolescenza, viene vissuto dai protagonisti, nella maniera più autentica.

Una giovane sposa lasciata  sull’altare, incontra due ragazzini, Zazà e Veleno, il primo di estrazione borghese, il secondo promettente calciatore che ha alle spalle una famiglia dove è presente il disagio sociale di un fratello implicato nel traffico illecito di stupefacenti.