Difficile essere all’altezza delle aspettative quando si è già raggiunta la vetta: lo sa benissimo il cantante coreano Psy, che proprio ieri ha pubblicato il suo nuovo album Chiljip Psy-da (da tradursi proprio come “Il settimo album di Psy”).

L’inevitabile termine di paragone è il brano Gangnam Style con relativo video, che su YouTube mantiene l’invidiabile record di quasi due miliardi e mezzo di visualizzazioni sul profilo ufficiale della star.

In tutti i casi Psy, nome d’arte del quasi trentottenne Park Jae-sang (nato il 31 dicembre 1977), ci sta provando e negli ultimi due giorni ha pubblicato non uno ma ben due video tratti dai singoli Daddy e Napal Baji (in inglese Bell-Bottoms, “pantaloni a zampa d’elefante”).

Ma vediamo nel dettaglio i nuovi sforzi di Psy, che evidentemente si diverte molto a recitare in parti sempre più esilaranti. Nel primo video Daddy lo ritroviamo in una triplice parte, un po’ come l’Eddie Murphy dei bei tempi andati: quelli di un neonato che poi diventa bambino, del padre e del nonno.

Per quanto possa impressionare vedere appiccicato il faccione dell’artista coreano sul corpo di un bambinetto il filmato è davvero divertente, dato che i tre membri della famiglia sono accomunati dalla grande vitalità che si esprime in atteggiamenti da playboy anche piuttosto stravaganti – il bambino che seduce la maestra elementare, il padre che balla la disco con indosso una tuta dal profondo scollo triangolare, l’anziano genitore con i denti d’oro che si produce in una breakdance.

In un certo senso il brano è il contraltare ironico del più sentito Father, pubblicato a maggio e seguito da un video d’animazione che celebra il rapporto padre e figlio.

Più semplice, ma altrettanto allegro, scatenato e sopratutto colorato, è invece Napal Baji, in cui Psy celebra se stesso e il proprio successo in un gioco di rimandi e citazioni. La musica è come sempre dance elettronica senza compromessi, tanto grezza, caciarona e poco raffinata quanto efficacissima nello smuovere gambe e anche degli ascoltatori.

Non ci resta che attendere: riusciranno i due video, anche solo combinati, a surclassare il trionfo di Gangnam Style?