E’ attesa nelle sale italiane il prossimo 10 gennaio l’ultima produzione “made in Usa” di Gabriele Muccino. S’intitola Quello che so sull’amore, o Playing for Keeps nel titolo originale. Una pellicola anticipata da grosse critiche, da parte americana e polemiche alimentate dal regista che, dopo il flop decretato dalla stampa a stelle e strisce ha tuonato: “Hollywood, un’industria spietata dove la gente racconta balle dalla mattina alla sera. Contano solo i grafici, i test, il marketing, il profitto“.

Al di là delle parole, però, restano i numeri. E dalle cifre deriva in maniera inconfutabile che, nonostante il cast stellare (Catherine Zeta-Jones, Gerard Butler, Uma Thurman a Jessica Biel), al box office americano il film ha totalizzato solo 6 milioni di dollari, non un disastro totale, ma una cifra lontana anni luce dal mezzo miliardo raccolto (in tutto il mondo) con le due opere precedenti.

In Italia avrà miglior fortuna? Presto per dirlo. Ma se vale il detto “nessuno è profeta in patria” si profilano tempi duri per Muccino, scappato in Usa e ora costretto a rifugiarsi altrove.

Intanto, la trama. Un ex calciatore scozzese che ha giocato in grandi squadre europee, ha avuto successo, fama, denaro, donne, ma la sua carriera è stata breve ed è finito in una modesta squadra della provincia americana, poi ha sprecato la sua vita, ha divorziato dalla moglie, ha lasciato il figlio e per cercare di recuperarlo ritorna nella cittadina.