Che Prometheus 2 sia un oggetto filmico tanto misterioso quanto in effetti molto atteso dopo l’interlocutorio finale del predecessore è cosa nota a tutti cinefili.

A crederci più di tutti sembra essere proprio il regista Ridley Scott, che recentemente ha in qualche modo “bloccato” il progetto di Neill Blomkamp riguardante un quinto capitolo della saga di Alien perché a tutti gli effetti geloso dell’eredità del franchise.

A testimonianza di ciò c’era anche il titolo (o sottotitolo?) di Prometheus 2, che sarebbe dovuto essere Alien: Paradise Lost, con una citazione miltoniana che ben si addice alle figure misteriose degli Ingegneri e alla loro creazione più micidiale e infernale, gli xenomorfi che abbiamo imparato a temere e amare.

L’indecisione e il desiderio di impostare per bene la produzione hanno però suscitato un nuovo ripensamento in Scott, il quale ha deciso nuovamente per un nuovo cambio di titolo: in questo momento infatti Prometheus 2 dovrebbe essere portato nei cinema come Alien: Covenant.

Ovviamente nel film rivedremo la protagonista Noomi Rapace e l’androide interpretato da Michael Fassbender, di cui parrebbe essere rimasta intatta solo la testa. Cosa ancora più interessante, dopo tante reticenze Scott ha finalmente ammesso di voler portare il franchise alle origini, spiegando perché, quando e come sono stati creati gli xenomorfi, ricollegandosi direttamente al primo Alien.

Riguardo gli Ingegneri il cineasta si è così espresso: “Il film inizia con un domande grandiosa. Chi sono e perché hanno creato un tale male biologico e batteriologico? E creando ciò, da cosa si volevano proteggere? Risponderemo a queste domande, o almeno inizieremo a farlo, in Prometheus 2”.

Ridley Scott ha poi rivelato di volersi distanziare dall’immagine classica degli xenomorfi, puntando a un nuova e inedita forma. In effetti il regista si è detto rammaricato di aver mostrato un “neonato” alieno, visto nel finale di Prometheus, così simile a quello che tormentava Sigourney Weaver, e ha promesso di fare del proprio meglio per il seguito.