The Program arriva a partire da oggi nelle sale di tutta Italia. La pellicola dedicata al controverso ciclista Lance Armstrong rischia però di finire sotto sequestro. Un medico accusato di aver procurato all’ex campione delle due ruote delle sostanze dopate ha infatti mandato una diffida alla casa di distribuzione italiana del film.

The Program potrebbe quindi incontrare qualche problema nella sua uscita italiana. Il medico sportivo Michele Ferrari accusa il film diretto da Stephen Frears con Ben Foster nei panni di Lance Armstrong di diffamazione.

La casa cinematografica che si occupa della distribuzione nel nostro paese della pellicola, la Videa, ha comunicato di aver ricevuto una diffida da parte dello Studio Bolognesi – Avvocati penalisti, incaricati dal celebre medico sportivo italiano Michele Ferrari, che nega l’ipotesi di aver somministrato sostanze dopanti a Lance Armstrong. Lo stesso ciclista in passato difese pubblicamente il medico da tali accuse.

A Ferrari nel 2006 fu estinto il reato di frode sportiva per prescrizione e venne assolto dall’accusa di doping poiché “il fatto non sussiste”. Tuttavia nel 2012 l’agenzia antidoping degli Stati Uniti (USADA) per violazione del regolamento antidoping l’ha inibito a vita dall’esercizio della professione sportiva.

Secondo quanto riporta Videa, i legali di Michele Ferrari minacciano il sequestro delle copie distribuite nei cinema italiani e inoltre minacciano di richiedere un grosso risarcimento danni nel caso che The Program esca regolarmente nelle sale a partire da questa sera.

La pellicola rischia quindi di sollevare un gran polverone, e ancora prima di arrivare nei cinema. Il regista del film, l’inglese Stephen Frears, ha tenuto comunque a sottolineare che questo non è tanto un film biografico su Lance Armstrong, quanto piuttosto una crime story: “Ho imparato da voi italiani, da Francesco Rosi, a raccontare storie di corruzione”.

Stephen Frears ha inoltre parlato della genesi di The Program: “L’idea di farne un film nasce dopo aver letto un articolo di giornale e una recensione del libro The Secret Race di Tyler Hamilton, compagno di squadra di Armstrong, poi mi hanno suggerito di leggere il testo di Walsh. Ero incuriosito da questo ciclista un po’ Dr. Jekyll e Mr. Hyde, tanto intelligente quanto stupido, dalle due anime: da una parte capace di risuscitare dal cancro e di fondare un’associazione che raccolse migliaia di dollari per combattere questa malattia, e dall’altra in grado di doparsi per vincere”.

Il protagonista di The Program Ben Foster ha invece dichiarato di aver provato a contattare Lance Armstrong, ma senza fortuna: “Non ha voluto incontrarmi e saperne nulla”. L’interprete cinematografico del ciclista statunitense ha poi confessato di essersi dopato per prepararsi alla parte: “Ho macinato chilometri in sella e mi sono dopato, sotto controllo medico. Volevo avere il polso di ciò che avrei rappresentato. Le droghe funzionano, il mio corpo è cambiato radicalmente. Il problema è smettere di assumerle. Io ho impiegato un po’ di tempo”.