Terminava il 13 giugno di 9 anni fa l’incubo che ha visto Michael Jackson al centro di un processo per accuse di pedofilia.

Era il 31 gennaio 2005 quando è iniziata la bufera che lo vedeva colpevole per abusi sessuali su minori, tra cui un ragazzino di tredici anni, Garvin Arvizio, che Jacko aveva aiutato nella lotta contro il cancro; il tutto per un totale di 14 capi di accusa, di cui quattro minori.

Tutto è cominciato per via di un documentario girato dal giornalista britannico Martin Bashir in cui mostrava la vita del Re del pop, intervistandolo per ben otto mesi. Nello stesso documentario appare anche Garvin Arvizio, intervistato assieme a Jacko e, da questo, uscì che lui e molti altri bambini dormirono nel suo letto, tra cui anche Macaulay Culkin e i suoi fratelli. Questa dichiarazione fece storcere il naso ai giudici, perché poteva celare qualcosa a sfondo sessuale.

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Inizialmente il Procuratore Distrettuale Thomas W. Sneddon Jr ha dichiarato che se un adulto dorme nello stesso letto di un minore non compie nessun reato, a meno che non compia atti lesivi nei confronti del minore, cambiando poi idea accusandolo di cospirazione, estorzione, molestie, sequestro di persona e, addirittura fornitura di alcool ad un minore per poi abusarne.

Accuse da far venire la pelle d’oca che per mesi hanno tenuto sul filo del rasoio Jacko, l’eterno Peter Pan, sempre sostenuto dai fan. Dopo moltissimi processi tirati avanti per mesi, tra nuovi scandali e accuse, Michael è stato scagionato da ogni accusa il 13 giugno dello stesso anno, con il verdetto unanime di “non colpevolezza”, da parte dei dodici giurati, otto donne e quattro uomini.