Gli investigatori che si stanno occupando del caso della morte di Prince avrebbero trovato nell’abitazione di Paisley Park delle pillole riportanti sulla confezione la dicitura di idrocodone, mentre in realtà avrebbero contenuto fentanyl.

La sostanza è un oppioide sintetico dagli effetti 50 volte più potenti dell’eroina, e stando a fonti molto vicine alla polizia si tratterebbe proprio della sostanza che avrebbe provocato il decesso della popstar, avvenuto il 21 aprile.

Due le possibili ipotesi: la prima prevederebbe che l’etichetta sia stata erroneamente apposta dalla ditta produttrice, e l’altra prevederebbe una produzione e un acquisto illegali che avrebbero reso necessario lo scambio di etichette.

Le indagini al momento sembrerebbero concentrarsi sulla possibilità che Prince non sapesse che le pillole contenevano fentanyl, finendo in overdose accidentalmente. In ogni caso se davvero una ditta farmaceutica avesse immesso sul mercato una partita fallata del genere avrebbe dovuto richiamarla all’istante, visto l’effetto devastante, di 100 volte superiore a quello della morfina.

La sostanza infatti è il più potente antidolorifico sul mercato e viene prescritto usualmente ai malati di cancro con dolori insopportabili, ma viene usato anche per malati terminali agli ultimi istanti di vita o come parte dell’anestesia durante le operazioni chirurgiche.

Nessuna prescrizione medica venne però trovata nella casa di Prince al momento della morte e esami clinici precedenti al decesso hanno mostrato che nel corpo del musicista non vi erano tracce del fentanyl, elemento che smentirebbe l’ipotesi di una dipendenza dell’artista dalla sostanza.

Testimoni hanno però affermato che circa una settimana prima del decesso Prince era stato visto con molte di queste pillole, quando il suo aereo fece un atterraggio di emergenza in Illinois, dove aveva ricevuto due dosi di Narcan, noto farmaco usato per contrastare sospetti casi di overdose di oppiacei.