Ci si attendeva che l’autopsia sul suo cadavere avrebbe potuto risolvere il mistero sulla sua morte, invece sembra aprire ulteriore interrogativi. La scomparsa di Prince, il grande cantante e musicista venuto a mancare giovedì 21 aprile, resta ancora avvolta nel mistero.

Come ha comunicato l’ufficio del medico legale, l’autopsia sul cadavere di Prince, vero nome Prince Rogers Nelson, è andata avanti per quattro ore, ma ha portato a risultati piuttosto inconcludenti. Non è insomma emersa una precisa causa del decesso. Adesso il corpo dell’autore di pezzi indimenticabili come “Purple Rain”, “Kiss” e “The Most Beautiful Girl in the World” verrà restituito alla sua famiglia.

Durante la conferenza stampa tenuta dallo sceriffo della contea di Carver, in cui vanno avanti le indagini riguardanti la poco chiara morte della popstar, si è saputo che “non vi sono segni di ferite sul corpo di Prince. Nessun segno che possa trattarsi di suicidio”. L’ipotesi che il cantante si possa essere tolto la vita è quindi stata esclusa dagli ultimi accertamenti.

A questo punto sembra rimanere in piedi la possibilità di una morte per overdose, già avanzata da alcuni siti come TMZ, il primo a comunicare al mondo la notizia della tragica scomparsa di Prince. Lo sceriffo della contea di Carver, nello stato del Minnesota, ha però comunicato che: “Non ci sono informazioni in questo senso. È in corso un’indagine”.

Sembra che Prince avesse già avuto un’overdose pochi giorni prima della sua morte, provocata da dosi massicce di Percocet, un antidolorifico oppiaceo. Sarebbe stata questa, almeno stando a quanto riporta il sito TMZ, la causa dell’atterraggio di emergenza effettuato dopo il concerto che il cantante aveva tenuto ad Atlanta, e non un’influenza come avevano fatto sapere dal suo staff.

Il mistero sulla morte di Prince quindi rimane e ora si attendono i risultati dei test tossicologici, che però potrebbero arrivare tra parecchio tempo: “Il Midwest Medical Examiners Office non rilascerà alcuna informazione finché non ci saranno dei risultati finali. E l’esame tossicologico potrebbe anche richiedere delle settimane”.