La stampa come cane da guardia della democrazia. Questo il tema centrale su cui Spielberg ha costruito The Post, suo ultimo lungometraggio che rievoca la sofferta pubblicazione da parte del Washington Post dei Pentagon Papers, i documenti segreti sull’impegno americano nella guerra in Vietnam. Il film è una sorta di prequel di “Tutti gli uomini del presidente” di Alan J. Pakula, uno dei migliori film sul giornalismo di inchiesta mai realizzati nella storia del cinema, le vicende narrate in The Post sono infatti sono precedenti allo scandalo Watergate, che spazzerà via la presidenza di Richard Nixon, ma strettamente connesse. In entrambi i casi sarà proprio un quotidiano, il Washington Post, ad esercitare il proprio ruolo di difensore della libertà di stampa, rivelando il lato oscuro del potere politico statunitense.

Ma mentre in Tutti gli uomini del presidente Pakula si era concentrato sul lavoro investigativo dei giornalisti, in The Post Spielberg ha il merito di offrire una visione ancora più completa di tutto il lavoro editoriale dietro alla pubblicazione di una delle inchieste più importanti del giornalismo mondiale. Spielberg infatti oltre a rendere protagonisti del film i giornalisti, che materialmente hanno trovato i documenti secretati e hanno realizzato l’inchiesta, rende altrettanto centrale la figura dell’editrice Katharine Graham, proprietaria del Washington Post.

Interpretata da Meryl Streep, la figura di Katharine Graham è la vera protagonista del film. È lei infatti che nonostante un’apparente debolezza, e nonostante i collegamenti con il segretario alla difesa Robert McNamara (uno dei principali artefici dell’escalation militare degli Stati Uniti in Vietnam), darà il suo benestare alla pubblicazione dei Pentagon Papers sul Washington Post, inimicandosi per sempre il presidente Richard Nixon, oltre a rischiare il carcere per la rivelazione di informazioni potenzialmente dannose per la sicurezza americana. Senza il placet dell’editrice, infatti, la fortissima voglia di far emergere la verità dell’executive editor Ben Bradlee, interpretato da Tom Hanks, non avrebbe potuto esprimersi. Spielberg è molto bravo nel far capire come sia stato fondamentale il lavoro congiunto di Katharine Graham e Ben Bradlee nella pubblicazione dei Pentagon Papers.

Tanto l’editore, quanto la redazione infatti, pur spaventati dalle conseguenze che porterà l’inchiesta, decidono di rischiare tutto, prendendo una decisione che cambierà la storia americana e l’impegno statunitense in Vietnam. Spielberg ad un certo punto fa dire a Meryl Streep una frase che più di tutte fa riflettere sul ruolo fondamentale dei giornali nella nostra società: “I giornali scrivono la prima bozza della storia”. Un ruolo che continua ad avere un’importanza enorme, come è stato dimostrato anche di recente dalla pubblicazione da parte del Guardian e di altri quotidiani di documenti secretati ad opera del whistleblower Edward Snowden.

The Post, grazie alla eccellente regia di Spielberg, a una sceneggiatura perfetta scritta da Liz Hannah, Josh Singer e a un cast eccezionale, guidato da due mostri sacri come Tom Hanks e Meryl Streep, è senza dubbio uno dei migliori film del 2018 e un probabile candidato all’Oscar come miglior film.