Ieri sera si è conclusa l’avventura di Politics, quello che avrebbe dovuto essere il rivoluzionario talk di approfondimento politico di Rai 3 e che invece, purtroppo, si è rivelato essere un esperimento fallimentare, così come ammesso dallo stesso conduttore, Gianluca Semprini. E così, ieri il giornalista ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato assieme a lui e si è tolto anche diversi sassolini dalla scarpa prima di salutare definitivamente il pubblico.

Semprini si è preso quasi tutta la responsabilità per il fallimento di Politics, affermando: “Politics chiude in anticipo. Come si diceva a Sanremo? Comunque vada sarà un successo. Questo purtroppo è stato un fallimento. La colpa è soprattutto mia e mi prendo responsabilità. Vi avevo promesso, tra il serio ed il faceto, che a domande precise avrei ottenuto risposte precise dai politici: non ci sono riuscito e ovviamente mi avete punito in termini di share. Però questa redazione, tutta la squadra di Politics, è stata equidistante. Nel referendum, fra il sì ed il no, hanno scelto il forse dandovi un’informazione pulita. Questo lo rivendico. Ho ricevuto una marea di critiche. Alcune giuste e legittime. Alcune ingenerose, altre vergognose. C’è stato un quotidiano che fino a metà giugno mi considerava un brano giornalista, poi appena ho firmato con la Rai sono diventato un servo del governo. E va bene, ci può stare“.

Poi Semprini rivela addirittura che: “Altri hanno addirittura infiltrato una spia nella nostra redazione, chissà cosa dovevano scoprire. Alla fine hanno proprio esagerato: hanno scritto che noi sfruttavamo i casi di malati di tumore e diabete. Nella mia storia personale c’è un papà morto di tumore e una sorella morta di diabete: non vi dovete permettere. Non fate lezioni di moralità“.

Una delle tante frasi pronunciate da Semprini sembrano essere state dirette anche alla direttrice di Rai 3, ossia Daria Bignardi, che per prima aveva puntato molto sulla rivoluzione di Politics. Il conduttore ha detto: “Per fare una rivoluzione non ci si può arrendere alle prime difficoltà, ai primi fallimenti“.