Cattive notizie per Roman Polanski: a Los Angeles il giudice che si occupa del caso dello stupro di Samantha Geimier, avvenuto nel 1977, ha deciso di respingere la richiesta di archiviazione.

Una scelta, quella presa da Scott Gordon, che potrebbe fare molto discutere, dato che è stata la stessa Geimer, che all’epoca aveva 13 anni, a chiedere che il caso venisse chiuso.

La donna afferma infatti di aver perdonato il regista polacco naturalizzato francese (che proprio ieri ha compiuto 84 anni) e di voler andare avanti con la propria vita.

Secondo il giudice invece non si potrebbe procedere con l’archiviazione in quanto vi sarebbero prove documentate del danno subito dalla Geimer.

La notizia arriva dopo una nuova accusa lanciata contro Polanski: una donna ha infatti raccontato di essere stata violentata dal cineasta nel 1973, all’età di 16 anni. Secondo la legge sulla prescrizione la denuncia non può più avere luogo, ma l’accusatrice ha affermato che avrebbe testimoniato nel caso della Geimer.

Polanski ha ammesso di aver avuto un rapporto con la donna, e per questo nel 1977 aveva già trascorso 42 giorni in carcere. L’anno successivo, mentre tentava inutilmente di trovare un accordo per arrivare a una sentenza con condizionale, aveva deciso di scappare in Francia per non affrontare il processo. Dopo aver ottenuto la cittadinanza non è stato più possibile estradarlo.

Nel 2009 però era stato arrestato in Svizzera a seguito di un mandato di cattura spiccato dagli Stati Uniti. Dopo un anno di arresti domiciliari, concessi dietro il pagamento di una cauzione da tre milioni di euro, il regista è tornato in liberà in quanto la Svizzera aveva respinto la richiesta di estradizione.