La soddisfazione che si prova venendo a conoscenza che il genovese Enrico Casarosa, è stato “insignito regista” dalla Pixar per la realizzazione del suo primo lungometraggio di animazione, ci fa subito pensare che in Italia non manca né l’ambizione né tantomeno il talento e, di conseguenza, ci porta immediatamente a “paesaggire” (“ capire ciò che ci circonda” per Andrea Zanzotto) che il documentario – che si è avvalso anch’esso di tecniche di animazione – che ci scorre di fronte agli occhi, è un altro enorme successo per l’Italia, di immagini, di contenuti, e del cuore: The dark side of the sun.

Il docufilm – prima di raggiungere la sala Petrassi per essere presentato nella sez. l’Altro Cinema del Festival Internazionale del Cinema di Roma il prossimo 3 novembre – è stato talmente apprezzato Terrence Malick (autore e produttore statunitense) da affidare alla produzione di The dark side of the sun, la realizzazione delle scene girate a Roma per poi insertarle nel suo The tree of life, vincitore dell’ultima Palma d’Oro di Cannes.

All’opera audiovisiva si può dare l’appellativo di documentario – prodotta dalla Citrullo International di Daniele Villa, diretta da Carlo Shalom Hintermann e Lorenzo Ceccotti per la regia di animazione –  solo perché attraverso questo racconto visivo, innanzitutto si viene a conoscenza della Xeroderma Pigmentosum, una malattia rara per cui la luce del sole può essere mortale, portando i pochi bambini che ne sono afflitti a vivere isolati dai loro coetanei e dai giochi diurni.

Il film della Citrullo International documenta anche che molti di questi bambini, grazie all’amore tenace dei propri genitori, oggi vivono insieme all’interno di una comunità, creando un incantevole mondo rovesciato.