Pino Daniele se n’è andato da diversi mesi ormai, da quel tragico 4 gennaio di quest’anno, quando quello che era sembrato un arresto cardiaco l’aveva portato via ad appena 59 anni. Un cuore già malconcio il suo, che già in passato aveva avuto modo di dargli dei problemi e che quella notte decise di abbandonarlo definitivamente.

In seguito alla sua morte vi sono state molte polemiche: la notte in cui è venuto a mancare, Pino Daniele era con la compagna di allora, Amanda Bonini, che ha sempre dichiarato di aver fatto il possibile, rispettando il volere dello stesso cantante di volersi recare a Roma – per incontrare il suo cardiologo di fiducia – dopo aver avuto il malore (Pino Daniele si trovava nella sua casa in Toscana in quel momento). La stessa Sara Daniele – figlia diciottenne del cantautore napoletano – aveva postato un messaggio su Instagram in cui affermava che la situazione, forse, si sarebbe potuta gestire in ben altro modo.

Pino Daniele: la perizia

Nel frattempo, però, anche la magistratura sta lavorando per accertare le cause della morte di Pino Daniele, nella speranza, anche, di capire se lo stesso, effettivamente, avrebbe potuto salvarsi quella notte e se è stato fatto tutto ciò che andava eseguito per garantirgli i soccorsi migliori. Ebbene, stando alla conclusione dei periti nominati dalla Procura di Roma, Pino Daniele sarebbe morto a causa di un edema, provocato dal decadimento della funzione cardiaca.

Sempre secondo i periti, se il cantautore fosse stato trasportato nel vicino ospedale di Orbetello, avrebbe forse avuto maggiori chance di potersi salvare. Tuttavia, in base alla perizia, non si può sapere se avrebbe comunque superato il grave episodio cardiaco.