Pierfrancesco Diliberto, meglio conosciuto come Pif, esordisce dietro la macchina da presa con una commedia dal sapore amaro, ambientata a Palermo tra gli anni ’70 e ’90: La mafia uccide solo d’estate, nelle nostre sale a partire dal prossimo 28 novembre.

Il film racconta la vicenda di Arturo, giovane palermitano impegnato in una doppia impresa che lo porterà a destreggiarsi tra l’amore per la bella e irraggiungibile Flora, di cui è perdutamente innamorato dai tempi delle elementari, e il racconto dei fatti di mafia che hanno punteggiato la sua vita fin dall’infanzia ed esplosi nella sanguinosa stagione stragista degli anni novanta.

La commedia arriva dappertutto, – racconta Pif – la risata o la leggerezza arriva dappertutto, credo che sia il desiderio di tutti i registi cinematografici riuscire a fare una commedia di spessore, che abbia un messaggio“.

La vita di un ragazzino che assiste alla presa di Palermo da parte della mafia fino alla reazione da parte dei suoi concittadini, è ispirata proprio a quella del regista, che oggi vede la sua città molto cambiata: “Io ho fatto un film e non ho pagato il pizzo, ci sono commercianti a Palermo che dicono di non pagare il pizzo e mettono un adesivo che fanno parte di un associazione antiracket: qualche anno fa era impensabile“.

Il regista sa bene però che la criminalità organizzata è meno visibile ma diffusa in tutta Italia: “Da questo punto di vista questo film ha preso un altro valore che io avevo sottovalutato, nel senso che quando lo presenterò al nord dirò: guardate che cosa è successo a Palermo, non facciamo gli stessi errori, perché i politici nel nord stanno facendo esattamente gli stessi errori“.