E’ stato un concertone all’insegna della musica e del divertimento quello che si è svolto ieri a Roma per celebrare il Primo Maggio, ma non sono mancati di certo momenti dedicati alle riflessioni politiche e sulla situazione del lavoro in Italia. “Non so perché ma il Primo Maggio a me mi scatena sempre il ragazzaccio che c’ho dentro. Lavoratori stiamo sempre rrrooock!!!”, questo il messaggio pubblicato poche ore fa sulla fanpage di Facebook di Piero Pelù che ieri sera, durante il Concerto in piazza San Giovanni, si è scagliato contro Matteo Renzi, definendolo “Il boy scout di Licio Gelli” (leggete qui la nostra intervista a Piero Pelù).

Non è certo la prima volta che Pelù rivolge parole pungenti al premier, ma ieri il leader dei Litfiba ha voluto sottolineare, davanti a una folla di un milione di persone, la situazione del precariato e della mancanza di occupazione in Italia. “Vi chiedo un minuto di silenzio da dedicare a chi è morto sul lavoro” ha esordito il rocker dedicando le sue parole “a chi è ricattato per il lavoro, ai lavoratori della cultura, che solo in Italia non dà da mangiare, ai disoccupati, ai lavoratori di Piombino, di Porto Marghera, dell’Ilva di Taranto, del Sulcis”.

Piero Pelù ha poi criticato le spese della Difesa: “Gli F35 rubano soldi alla scuola e agli ospedali. Io gli unici cannoni che ammetto sono quelli che dovrebbe fumarsi Giovanardi”. Ma la frase che più ha fatto scalpore è stata quella rivolta al premier Matteo Renzi, nominato da Pelù come “il non eletto, ovvero il boy scout di Licio Gelli” che secondo il cantante “deve capire che non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro e che in Italia abbiamo un nemico interno: la disoccupazione, la corruzione, il voto di scambio, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra. La nostra è una guerra interna, il nemico è dentro di noi, forse siamo noi stessi”.

Piero Pelù è sempre stato in prima linea per combattere “l’omertà” e per far sentire ad ogni costo la sua voce. Come lui stesso ricorda nel suo ultimo libro “Identikit di un ribelle” (clicca qui per saperne di più sulla biografia di Piero Pelù), uscito proprio pochi giorni fa in tutte le librerie, “Ribellarsi non è eroico. È vitale”. In attesa di un’eventuale risposta da parte di Matteo Renzi, ecco un widget in cui potrete seguire, tweet dopo tweet, tutti i commenti che gli utenti della rete hanno voluto condividere su quanto dichiarato ieri a Roma da Piero Pelù.


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