32 anni, tarantino, con una sola grande passione: la musica. Piero Campi si riaffaccia sul panorama musicale italiano con Il mondo che sognavo, nuovo singolo che Leonardo.it vi presenta in anteprima con un’intervista esclusiva al cantante.

Hai alternato la carriera in gruppo a quella da solista per un paio di volte. Come mai la scelta di continuare da solo il tuo percorso musicale? Pensi sia più difficile farsi spazio nel mercato italiano con una band?

Si è vero, ma posso dire che la band con la quale ho avuto l’esperienza  più significativa è stata i Dharma, con loro  credevamo veramente nel sogno. E’ stato un caso che io abbia deciso di continuare da solo, tutto è successo mentre ero ancora con i Dharma e stavamo ultimando le registrazioni in studio con il nostro arrangiatore Marco De Bartolomeo. Poi, come tutte le belle storie, è finita. Infatti, il mio primo lavoro omonimo Piero Campi è stato arrangiato e strutturato per una band : non è un disco per un cantante solista. Però dal risultato sembra che sia piaciuto molto. Oggi è diventato proprio difficile trovare qualcuno che creda in un prodotto, solista o band che sia, secondo me non cambia molto. Forse, la cosa positiva è che non devi dividerti le fans :)

Hai affermato che per te è stato molto importante un incontro in particolare, quello con Lucio Dalla. Ci racconti come è avvenuto e l’effetto che ha avuto sulla tua produzione?

L’incontro con Lucio Dalla è stato molto importante e determinante nella mia vita. Tutto è accaduto nel periodo in cui avevo avevo deciso di prendermi una pausa. Un giorno mentre ero in giro per le vie di Bologna, l’ho incontrato e gli ho chiesto se volesse ascoltare il mio lavoro, anche per avere un parere da una persona così importante nel panorama della musica italiana. Così il giorno dopo sono andato a casa sua e dopo un lungo ascolto, con i suoi mirati consigli e giudizi, sono riuscito a trovare la giusta ispirazione e motivazione alla stesura di numerosi brani. In poco tempo, grazie al contributo artistico  del chitarrista e arrangiatore Claudio Scopigno, si è concretizzata la realizzazione del secondo album “Oltre”.

“Il mondo che sognavo, non è come speravo, anche se voi vi siete arresi, senza un perché”. La tua nuova canzone parla chiaro e il relativo videoclip ancora di più: a chi mandi questo messaggio?

Si, devo dire che la regista Carlotta Mascolo e Domenico Cazzato hanno scritto una sceneggiatura molto vigorosa con immagini significative. Era quello che volevamo; ora speriamo che al pubblico possa piacere e capire l’importanza di questo lavoro. Devo dirlo? no… la lista di stro*** è troppo lunga.

Nel video ci sono tanti scorci della tua Taranto. Quanto sei legato a questa città e qual è, secondo te, l’apporto che i giovani possono darle per renderla migliore?

A Taranto sono molto legato, ogni volta che posso cerco di tornare a casa, dai miei amici anche per rigenerarmi un po’. Devo  dire che a Taranto si stanno cercando di cambiare molte cose  anche se c’è ancora tanto lavoro da fare. Ho notato un risveglio delle coscienze, questo grazie soprattutto all’impegno di giovani che hanno creato e stanno creando  movimenti come “Aut”e il” Comitato Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti”, basta guardare il successo del concerto Primo Maggio a Taranto. Di Taranto si parla solo di inquinamento, ma vi posso garantire  che la Capitale della Magna Grecia possiede delle bellezze importanti. Quindi, credo che qualcuno per renderla migliore ci stia già provando a differenza di una pallida  politica.

Qual è il mondo che Piero Campi sogna?

Dovrei tornare all’età di cinque anni per poterlo raccontare!