La notizia della morte di Piero Badaloni - giornalista e inviato all’estero della Rai, nonché Presidente della Regione Lazio per il lustro 1996 – 2000 – ha iniziato a circolare sui social network nel pomeriggio della giornata di ieri. Come spesso accade in questi casi però, la cronaca dell’avvenuta scomparsa è stata decisamente prematura.

Raggiunto da una telefonata del Corriere della Sera Badaloni ci ha riso su, citando il caso di Monica Vitti data per defunta da un giornale francese, per poi proporre una riflessione sull’uso dei social network: “Credo che ci voglia massima attenzione su quello che si scrive. Non è comprensibile che succedano cose come questa”.

Alla base dell’equivoco potrebbe esserci stata la morte del cugino del giornalista, Mario, genitore di Maria Roberta, nella redazione del Tg1: qualcuno potrebbe essersi fermato al cognome azzardo un collegamento privo di riscontri e non supportato da verifiche.

La notizia si è diffusa con una certa velocità, tanto che la stessa pagina Wikipedia di Piero Badaloni aveva riportato la data della morte per poi essere corretta nel giro di un’ora.

Tra i tanti che sono cascati nella trappola della bufala anche Andrea Sarubbi, anch’egli giornalista ed ex politico, il quale si è rammaricato di aver partecipato alla catena della falsa news: “Ho contribuito a far girare una notizia falsa, in assoluta buona fede. Come giornalista mi dispiace e chiedo scusa. Come persona, mi dispiace per Roberta e suo papà. E allo stesso tempo, se posso dirlo, sono contento per Piero“.