Tra le varie star che hanno animato il lancio italiano di Netflix anche Pierfrancesco Favino, che non solo è nel cast della serie tv “Marco Polo” (che tra l’altro vede protagonista un altro italiano, ovvero Lorenzo Richelmy), ma è anche fresco di successo con il film “Suburra” – che presto entrerà in una dimensione “seriale” proprio grazie alla celebre Internet Tv.
Leonardo.it ha fatto due chiacchiere con l’attore su Netflix e su come, secondo lui, cambierà il cinema nel futuro.

Com’è stato lavorare con Netflix?
È stata un’esperienza stimolante, perché loro ti lasciano grande libertà creativa e un modello come questo potrebbe fare bene anche al cinema italiano.

Quali sono le tue serie Netflix preferite, oltre naturalmente “Marco Polo”?
Sono un appassionato di “House of Cards”, “Sense8” dei fratelli Lana e Andy Wachawoski (già autori della saga cinematografica di “Matrix”) e “Narcos”, che è straordinaria.

Felice che ora “Suburra” diventi anche una serie?
Ovviamente si, anche se purtroppo al momento non so nulla di preciso a riguardo. La cosa che mi rende doppiamente felice è che il film, mentre usciva da noi al cinema, veniva lanciato da Netflix in Canada e America Latina. Lì c’è un bacino di utenti bello ampio, si parla di 50 milioni: se anche solo il 10 per cento l’ha visto, abbiamo raggiunto un numero di spettatori inimmaginabile in sala, soprattutto all’estero.

Il fatto che Netflix sia una Internet Tv che ripercussioni potrebbe invece avere, sempre a livello produttivo?
In realtà non cambia nulla, perché il loro approccio è lo stesso che ho trovato lavorando sui set cinematografici. Il fatto che poi il risultato si veda su un altro supporto è solo specchio dei tempi e poi ormai ci sono degli schermi smart grandi uguali a quelli delle televisioni.

Per quanto riguarda il cinema, così non si perde un po’ della sua magia?
Il cinema ha già rischiato altre volte di perdere la sua magia e non è mai successo. Poi pensate al fatto che oggi in Italia continuano a chiudere sale cinematografiche e un canale come Netflix dà la possibilità di fare arrivare parecchi film ovunque, anche in quelle piccole cittadine che una sala non l’ha più. Pensate magari a quei ragazzini che sono cresciuti in quei paesini, che così hanno modo di scoprire il cinema e di innamorarsene. Chissà poi un giorno loro potrebbero organizzarsi per riaprire delle sale e magari diventare dei registi.