Qualcuno ha avuto la fortuna di assistere ad entrambi i concerti. Alcuni si sono fermati al primo: 10 giugno 1987, allo storico Palatrussardi. Molti altri hanno potuto vedere anche il secondo: 7 ottobre 2013, al Forum di Assago. Nel mezzo ventisette anni, probabilmente superati con qualche chilo e capello bianco in più. A rimanere intatta la passione infinita dei suoi fans e degli appassionati.

L’Italia lo ha abbracciato nuovamente e lui non si è tirato indietro, anche senza tuffo verso gli spettatori delle prime file. Perché le due ore di spettacolo firmate Peter Gabriel hanno fatto tornare con la mente a quello show meneghino di tanti anni fa, in cui un visionario trentaseienne affrontava con determinazione e un pizzico di follia i suoi primi successi discografici. Presentando, alla vanitosa e ambiziosa ‘Milano da bere’ degli anni Ottanta, il suo più grande successo. Quell’album, So, che avrebbe venduto milioni di copie in tutto il mondo e che la rivista specializzata Rolling Stone inserì tra i 200 dischi più importanti della storia.

Oggi, come ieri, quel visionario non ha cambiato del tutto pelle. Ha toccato quota 63. Tante primavere. Probabilmente si vede. Ma non si sente. La voce, infatti, è sempre calda e inimitabile. La grinta è tutta da vendere. Davanti ad un Forum completamente esaurito, diviso da generazioni diverse di estimatori ma composto e capace di cantare insieme i brani più famosi, mette in scena uno spettacolo tutto da gustare.

E con loro che Peter Gabriel riscrive la storia. Insieme a Tony Levin al basso,  David Rhodes alla chitarra, David Sancious alle tastiere e  Manu Katche alla batteria. E a due splendide coriste. Un accompagnamento di tutto rispetto per assaporare ogni tipo di piacere. Il concerto, infatti, è diviso in tre parti che Gabriel, in perfetto italiano, definisce “come un buon pasto”: l’artista inizia con tanto di luci accese e le versioni acustiche di Talk, Monkey e Family Snapshot.

Poi arriva il secondo, gli effetti speciali sul palco, ispirati al tour degli anni Ottanta con cinque braccia meccaniche in movimento. Stessa scenografia, schermi giganti e fari bianchi che marciano e che si abbattono minacciosi sul cantante durante No self control. Ma c’è spazio anche per Digging in the world, Secret world, Fishing net e Solsbury hill. Infine il dessert: tutto l’album So, riproposto dalla prima all’ultima canzone. Il suo quinto lavoro da solista. E qui parte la lacrimuccia per un tris di tutto rispetto: Red Rain, Sledgehammer (come non ricordarsi del video, geniale per l’epoca), Don’t Give Up. Chiude In Your Eyes. Il regalo arriva alla fine: per i bis si ascoltano The Tower That Ate People e Biko, canzone scritta durante l’apartheid in Sudafrica che ricorda l’impegno di Gabriel per i diritti civili. L’omaggio alla musica termina qui. Per la gioia di chi c’era, ventisette anni fa. E chi c’è. Oggi.

L’ex Genesis è tornato sulle scene da circa un anno con il suo tour mondiale Back to Front Tour, accompagnato dall’uscita del cofanetto per il venticinquennale di So, dal quale è spuntato un nuovo brano dell’epoca non contenuto nell’originale, Courage. L’ennesima gemma di una carriera di successo. Mai banale. O, forse, mai normale.

Scaletta concerto 7 ottobre 2013:

OBUT
Come Talk to Me
Shock the Monkey
Family Snapshot
Electric
Digging in the Dirt
Secret World
The Family and the Fishing Net
No Self Control
Solsbury Hill
Why Don’t You Show Yourself
So
Red Rain
Sledgehammer
Don’t Give Up
That Voice Again
Mercy Street
Big Time
We Do What We’re Told (Milgram’s 37)
This Is the Picture (Excellent Birds)
In Your Eyes

Bis:

The Tower That Ate People
Biko

Ecco alcune immagini del concerto meneghino dello scorso 7 ottobre.

(Foto by InfoPhoto)