Perfetti sconosciuti è sempre più il film rivelazione dell’anno. In Italia, e ormai non più solo dalle nostre parti. La pellicola diretta da Paolo Genovese ha infatti conquistato l’award per la miglior sceneggiatura straniera al prestigioso Tribeca Film Festival organizzato a New York.

Procede quindi la marcia trionfale del film, uscito nei cinema italiani lo scorso 11 febbraio e che, settimana dopo settimana, grazie al passaparola del pubblico e alle recensioni positive, si è trasformato in un grande successo, capace di incassare fino ad ora oltre 16 milioni di euro.

A di là del consenso del pubblico e al plauso della critica, Perfetti sconosciuti ha conquistato, piuttosto a sorpresa, il David di Donatello 2016 come miglior film dell’anno, oltre a quello per la miglior sceneggiatura, sbaragliando un’agguerrita concorrenza formata dall’ultimo film del premio Oscar Paolo Sorrentino, Youth – La giovinezza, il vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino Fuocoammare di Gianfranco Rosi, oltre a Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone e a Non essere cattivo, la pellicola postuma di Claudio Caligari.

Adesso per Perfetti sconosciuti è arrivato un nuovo premio, questa volta internazionale: quello per la miglior sceneggiatura straniera al Tribeca. Arrivato a New York City a ritirare il premio, il regista Paolo Genovese ha ringraziato dicendo: “Dedico questo premio a tutti gli attori perché senza di loro questa sceneggiatura sarebbe niente. Naturalmente ringrazio anche gli sceneggiatori: Rolando Ravello, Filippo Bologna, Paolo Costella e Paola Mannini, che hanno lavorato con me in questo film. Infine voglio ringraziare la Medusa Film, Leone Film Group per aver creduto in questo progetto”.

Commentando i premi ai David e al Tribeca a Perfetti sconosciuti, Genovese ha poi dichiarato: “È stato come fare bingo. Più che altro la sorpresa è stata per la vicinanza tra i due premi ricevuti dal film. E sono anche estremamente orgoglioso per le proposte sia di remake che di distribuzione che abbiamo ricevuto. Questo dimostra che funziona l’idea della storia, ossia che in qualsiasi parte del mondo, ognuno degli abitanti della terra con uno smart phone nasconde un segreto”.