Abbiamo chiesto a Max Cavallaro frontman dei milanesi Maela di scriverci come una rock band emergente come la loro vive il ritorno nel capoluogo lombardo del famoso gruppo americano, ed ecco cosa ne è venuto fuori: “San Siro. Una prima volta, non si dimentica. Mai. Se ti senti Alive. Un sopravvissuto del rock. Un sopravvissuto della vita. Duro a morire. Venerdì 20 giugno 2014 i Pearl Jam a San siro: non era mai successo. Si, lo abbiamo sempre sognato. Un sogno per un intera generazione cresciuta a pane grunge sotto le guglie della madonnina. Ma come eravamo messi? I Nirvana sempre nel walkman, le frasi malate degli Alice In Chains nel diario, e le imitazioni urlate davanti allo stereo di casa dei pezzi dei Soundgarden. Forse le nostre mamme, si ricordano più di noi di quei primi anni 90 e di quei figli stralunati rinchiusi nelle camerette ad ascoltare a tutto volume distorsioni di chitarre acide e sporche.

Ma come esci di casa? ”Non hai un po’ di amor proprio, jeans strappati ovunque, capelli arruffati le camicie a quadrettoni di flanella perennemente aperte fuori dai pantaloni. Libertà. Ci hanno insegnato, loro malgrado, che la qualità nella musica è la migliore promozione perché tanto se arrivi, il passaparola farà il resto e che te ne puoi fregare: ieri delle tv commerciali pseudo musicali, oggi della rete. Quella rabbia giovanile dei loro esordi ha lasciato spazio alla ribellione matura e cosciente verso il sistema. I Pearl Jam ci hanno tirati su così: combattere per le cose in cui si crede, al primo posto della scala rock dei valori. Hanno lottato anche in tribunale per liberalizzare i prezzi dei biglietti dei concerti americani anziché farseli imporre da un regime di monopolio, hanno sputato sangue per non produrre più videoclip per un solo bieco sfruttamento commerciale. Tutto questo ora arriva nella Scala del calcio, una barzelletta sportiva per loro americani di Seattle così legati a basket e baseball, ma tant’è e li comunque dimostreranno ai pivellini di questo mestiere come si fa ad arrivare al cuore della gente senza tanti fronzoli ed effetti speciali. Un esempio. Poche discussioni. Un unica certezza. Personalmente quando comincio a scrivere un nuovo brano, spesso parto da lì, parto da Alive, una delle loro canzoni più rappresentative. Cerco dentro di me quella stessa forza primordiale di comunicazione perentoria. Ispirazione. Musica viscerale. Appassionata. Appassionante. Era il 1991 e tanti anni dopo l’uscita di Ten il loro primo disco, mi chiedo come sarei venuto su senza quella spinta, senza quell’esempio. Fratelli maggiori, della grande famiglia del rock, che non muore mai. Per me e per i Maela che rappresento come autore e cantante è stato un onore che ci sia stato chiesto, mentre portiamo in giro a conoscere il nostro album di esordio In Blu, a proposito del ritorno a Milano, la nostra città, dei Pearl Jam. Se mi domandaste con chi mi piacerebbe collaborare, la risposta è davvero scontata anche se un sogno, ma assolutamente immutabile. Non vedo l’ora di assistere a questo che si preannuncia essere un memorabile e storico live!”.

Dal 10 giugno è disponibile nei digital store l’album di esordio dei Maela “In Blu”. Un album che osa come raramente avvenuto in Italia se non di recente con poche altre band, a spaccare il muro del suono appiattito della radiofonia, verso uno stile attuale quadrato, rock potente, moderno ed internazionale. Un opera prima insospettabile. Un disco che consigliamo ai nostri lettori Puoi ascoltarne un anteprima qui. Lightning Bolt è invece l’album che i Pearl Jam stanno promuovendo in tour. Si tratta della loro decima fatica discografica in studio, uscita il 15 ottobre del 2013. Un lavoro a tutto tondo rock. Una granitica certezza, anche se il singolo Sirens, una ballad, è il pezzo che più rimarrà vivo ed impresso nei fans da quest’ultima opera.