Tutto studiato per solleticare l’entusiasmo degli spettatori arrivati a migliaia da tutta l’Italia, come ogni spettacolo che si rispetti. Eddie Vedder non ha fatto eccezione: ha indossato la maglietta della nazionale italiana di calcio col numero 10 di Antonio Cassano (e Marco Materazzi si trovava fra il pubblico), ha pronunciato le rituali frasi di amore sperticato per la città e la nazione in cui si sta esibendo al momento (“Penso che potremmo trasferirci qui“, oppure “Ora che vedo tutti voi qui a Milano è un grande sogno“); tutto secondo copione.

Ma poi c’era la musica, e quella contava. Nella serata del 20 giugno i Pearl Jam hanno suonato per tre ore nel catino di San Siro, mandando in estasi il pubblico che riempiva lo stadio. La band americana ha pescato a piene mani dal repertorio della propria carriera ventennale, in particolare agli album “No Code” e “Vitalogy”. Non sono mancate le cover, soprattutto l’omaggio a Neil Young con “Rocking in the Free World”. Molto spazio ovviamente all’ultimo album, “Lightning Bolt“. I Pearl Jam hanno suonato cinque canzoni tratte dal loro lavoro più recente, comprese “Mind your Manners” e “Sirens”. Una serata per chi ha affollato San Siro sicuramente indimenticabile.