Quello lasciato da un gruppo leggendario come i Beatles è un tesoretto composto da diritti relativi alle loro canzoni che vale parecchi milioni di sterline: non è quindi con sorpresa che si accoglie la notizia di un’azione legale da parte di Paul McCartney, il quale è intenzionato a riprendersi ciò che gli spetta.

Il musicista ha infatti iniziato a sbrigare le pratiche per richiedere il ritorno al controllo della sua parte dei diritti di pubblicazione negli Stati Uniti del catalogo dei Beatles: al momento sono infatti tutti nelle mani di Sony – ATV Music Publishing, ma la legge statunitense prevede che un artista ancora in vita possa riprendersi i diritti dopo 56 anni dalla prima edizione (in questo caso bisognerà aspettare il 2018).

McCartney ha già iniziato a chiedere la sua quota riguardante il 50% di 32 brani, mentre l’altra metà spetta a John Lennon (infatti tutte le canzoni erano accreditate a Lennon-McCartney, senza distinzione di paternità effettiva): per quanto riguarda questi la Sony – ATV ha da tempo raggiunto un accordo economico con la vedova Yoko Ono.

I Beatles in realtà hanno perso i diritti sulla pubblicazione delle loro canzoni sin dalle prime fasi della loro carriera. La Northern Songs fu infatti creata da Lennon, McCartney, il manager Brian Epstein e Dick James nel 1963: tuttavia James vendette la sua quota alla ATV nel 1969 e la coppia di musicisti perse le battaglia legale.

Nel 1985 fu Michael Jackson a comprare l’intera compagnia per 47 milioni di dollari, un gesto che incrinò la sua amiciza con Paul McCartney. Dieci anni dopo ci fu la fusione con la Sony, per un valore di quasi 60 milioni di sterline: proprio di recente gli eredi di Jackson hanno annunciato di essere pronti a vendere la metà della loro quota per circa 750 milioni di dollari.