Uno dei libri più profetici di sempre, il distopico 1984 di George Orwell, tornerà al cinema grazie a un cineasta che di paranoia se ne intende, Paul Greengrass.

In una società in cui il controllo è esercitato in modo sempre meno percettibile ma con forza sempre maggiore, una rilettura del classico della letteratura britannica potrebbe essere molto utile alle nuove così come alle vecchie generazioni.

Alla guida di questa trasposizione fortemente voluta dalla Sony Pictures vi sarà il principale responsabile del successo della saga di Jason Bourne, un franchise ad alto tasso cospirativo anche se dal taglio decisamente action. Dopo aver diretto il nuovo episodio, che vedrà il ritorno del team formato insieme alla star Matt Damon, Greengrass dovrà dunque diminuire la dose di testosterone per il nuovo film tratto da 1984.

Non si tratterà della prima trasposizione del romanzo di Orwell, dal quale sono già stati tratte ben due opere cinematografiche. La più nota è sicuramente quello realizzato da Michael Radford nel 1984 (ovviamente) con protagonisti John Hurt e Richard Burton, mentre un’altra pellicola meno conosciuta risale al 1956 e porta la firma di Michael Anderson. Bisogna poi ricordare che l’opera orwelliana con tutte le sue innumerevoli implicazioni ha fortemente influenzato un classico come Brazil di Terry Gilliam e recentemente ha contribuito in qualche modo anche a The Double di Richard Ayoade, ancora inedito in Italia.

La pellicola di Greengrass sarà prodotta da Scott Rudin (The Grand Budapest Hotel, Non è un paese per vecchi, Il petroliere) e la scrittura della sceneggiatura è stata affidata a James Graham, autore della versione teatrale di Neverland – Un sogno per la vita.

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