La chiamano “la divina” non per caso: basta avercela davanti, infatti, per rimanere letteralmente incantati dal suo carisma. Stiamo parlando della mitica Patty Pravo, che è pronta per festeggiare i suoi primi 50 anni di carriera con un album in uscita e il ritorno su un palco a lei particolarmente caro. “Ho deciso di andare al Festival di Sanremo come concorrente e non come ospite, perché mi fa sentire più vitale” – ha raccontato Patty, che presenterà la canzone Cieli immensi scritta da Fortunato Zampaglione. Per la serata delle cover, invece, lei sarà l’unica a puntare su un pezzo del suo repertorio, ovvero Tutt’al più (datato 1970): “È stato Carlo Conti a suggerirmela, ma ho pensato di darle una nuova veste grazie al contributo di Fred De Palma, un giovane rapper che apprezzo molto”.

Una scelta questa che non sorprende, dato che la cantante ama da sempre collaborare con altri artisti, anche di generazioni diverse e il suo nuovo album Eccomi qui (che uscirà il 12 febbraio per Warner Music) ne è la prova: ci troviamo, infatti, il contributo di Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi, Gianna Nannini, Emis Killa, Samuel dei Subsonica, Zibba, Rachele Bastreghi (Baustelle) e il già citato Fortunato Zampaglione.

“La collaborazione con Gianna è nata telefonicamente, dato che lei in quel momento si stava trasferendo in Inghilterra ed era divertente chiamarla perché ogni tanto mi passava sua figlia Penelope, che è un tipino vivace come lei” – racconta Patty - “Sangiorgi è un mio caro amico e mi ha mandato il pezzo per il mio compleanno, mentre Tiziano Ferro l’ho conosciuto attraverso Michele Canova, il produttore dell’album. Zibba invece è venuto da me venti minuti e dopo un paio d’ore mi ha mandato un pezzo che era perfetto per me, perché rappresentava la mia anima: da qui ho capito che siamo simili”. E aggiunge: “Però è stato bello anche lavorare con Rachele ed Emis”. Ma dove nasce questa sua passione improvvisa per il rap? “È un genere che mi piace e sono felice che stia prendendo piede anche qui da noi: meglio tardi che mai”.

In effetti Patty si è sempre distinta nel panorama italiano per la sua predilezione per la sperimentazione: “Ho fatto tanti generi nella mia vita: sono passata dal pop al rock, passando dal beat e persino dall’heavy metal. Ora vediamo dove il mio percorso mi porterà. Io ai 50 anni di carriera non ci penso: sono come sono, faccio questo lavoro perché mi piace, ogni volta che salgo sul palco sono una donna felice e devo solo ringraziare di quanto sono riuscita a fare finora”.