Il 2014 al cinema fa segnare anche il ritorno del regista Paolo Virzì, dal 9 gennaio prossimo nelle sale con “Il capitale umano“. Niente commedia all’italiana, ma humour nero, thriller, una beffarda riflessione sul mondo di oggi e in particolare sul mondo benestante, ambientato nella Brianza.

Il film è ispirato al romanzo dell’americano Stephen Amidon e il regista lo ha spostato dal Connecticut al Nord italiano affrontando tanti temi: l’avidità, la ricerca di ricchezza attraverso la speculazione, le ambizioni. Numerosi i personaggi: tra loro, l’immobiliarista spudorato Fabrizio Bentivoglio, la donna ricca e infelice Valeria Bruni Tedeschi, lo squalo della finanza Fabrizio Gifuni.

La pellicola racconta i progetti faciloni di ascesa sociale di un immobiliarista, il sogno di una vita diversa di una donna ricca e infelice, il desiderio di un amore vero di una ragazza oppressa dalle ambizioni del padre. E poi un misterioso incidente, in una notte gelida alla vigilia delle feste di Natale, a complicare le cose e a infittire la trama corale di un film dall’umorismo nero che si compone come un mosaico.

Cercavo un tono diverso stavolta – ha spiegato Virzì – mi sono ispirato al romanzo di un autore moderno, ma anche all’umorismo nero di certi cineasti americani ebrei, così come a Chabrol, volevo sperimentare qualcosa di diverso rispetto alla solita commedia all’italiana e creare un allarme nello spettatore che poi è un allarme sul nostro tempo“.