Paolo Virzì è volato a New York dopo il Tribeca Film Festival per promuovere il suo ultimo film, “Il Capitale Umano”, candidato al premio Oscar come “Miglior film straniero”. Dopo la straordinaria vittoria dello scorso anno con il film evento “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, l’Italia è ancora una volta in corsa per l’ambito premio cinematografico. Il regista livornese si è recato proprio nella Grande Mela per sponsorizzare il suo nuovo lavoro che uscirà in tutte le sale cinematografiche il prossimo 16 gennaio 2015.

“Sono a New York sia per fare promozione per Academy Awards sia per la Film Movement” ha dichiarato Virzì sottolineando che “il film è in sala in 45 paesi e l’India vuole persino acquistare i diritti per un remake. Sono inoltre orgoglioso di rappresentare l’Italia agli Oscar”. Secondo il regista il successo de “Il Capitale Umano” sta nel fatto che “tocca temi universali che riguardano il mondo privilegiato, parla dell’infelicità che sta dietro il benessere ma lo fa senza moralismo”.

“Il Capitale Umano”, film tratto dall’omonimo libro dell’americano Stephen Amidon, sembra avere molti punti in comune con “La Grande Bellezza, anche se Virzì rifiuti a gran voce l’etichetta di film anti Dolce-Vita. “Non siamo più un Paese spensierato ma siamo un disperato paese moderno, proprio come voi americani” ha dichiarato il regista raccontando che il suo nuovo film “percorre più classi sociali, non è solo sull’alta borghesia ma anche sulla classe media e sul sottoproletariato dove si proiettano anche le stesse dinamiche di oppressione dei più giovani. Ma mi rifiuto di considerarlo un anti Dolce Vita anche se senza dubbio racconta un lato sinistro che è nascosto dietro un certo benessere”.

Il film, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Gifuni e Valeria Golino, è diviso in 4 capitoli, ognuno dei quali racconterà da diversi punti di vista la storia principale: durante la notte della Vigilia di Natale, su una strada provinciale della Brianza, un ciclista viene investito da un SUV. Saranno proprio i personaggi, con la loro versione dei fatti, a ricostruire ciò che è successo nei sei mesi che hanno preceduto l’incidente. Al Tribeca Film Festival del 2014, in cui il “Il Capitale Umano” è l’unico film italiano in concorso, Virzì ha rivelato che aveva girato un finale alternativo, tagliato successivamente durante il montaggio, che mostrava Carla mentre correva scalza nella campagna brianzola, in fuga dalla sua vita alto borghese.

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