Il mattatore del teatro italiano Paolo Poli è morto: l’attore si è spento a 87 anni dopo una lunga malattia che lo aveva spinto a rinunciare al palcoscenico. Solo un anno fa l’attore Paolo Poli aveva deciso di lasciare definitivamente le scene, era nato a Firenze il 23 maggio 1929 e si era laureato in Letteratura francese.

Poli dagli anni Cinquanta ha lavorato principalmente per il Teatro, di cui è diventato uno dei simboli dell’avanguardia teatrale italiana, ma anche per Televisione e Cinema. A giugno scorso l’ultima sua fatica televisiva su Rai 3 con Lasciatemi divertire.

Un artista versatile e libero che grazie alla sua base culturale importante non è mai caduto nel cattivo gusto ma si è divertito in quel teatro di varietà tra lazzi e sberleffi denunciando anche problemi sociali importanti con il sorriso. Un eterno Peter Pan o forse sarebbe meglio scrivere un Pinocchio bambino ricordando la sua magistrale interpretazione del figlio di Collodi. Una carriera che ha  saputo mischiare l’interpretazione dei grandi classici della letteratura e del teatro con la letteratura rosa.

Una cifra stilistica sempre brillante, una comicità provocatoria e mai banale, una capacità di rompere schemi e tabù travestendosi, giocando con la sua voce, con il suo corpo in un vortice onirico e surreale di emozioni e stati d’animo. La ricerca del paradosso, la voglia di prendersi in giro su tutto e di vivere una vita scanzonata nascondeva un forte senso critico,una sensibilità vera per poter bilanciare due anime così contrastanti di un carattere.

Ultimamente parlava spesso della sua omosessualità dicendo: “Non l’ho mai nascosta io, mentre i miei compagni di scuola sono tutti sposati ma poi li vedi alla stazione in cerca di giovani. Quando ero ragazzo si sposavano tutti, salvo alcuni”.

Un uomo importante per il teatro italiano.