Ospite del programma “Belve” sul Nove Paola Turci parla di un abuso sessuale subito quando era ancora adolescente. Abuso che, adesso, racconta nel brano “Fiori di giardino”:

Avevo 13 anni. Se io tornassi indietro e sapessi di poter andare in un centro antiviolenza, in un posto dove mi ascoltano, mi proteggono e mi difendono, ci andrei subito [...] In quel periodo facevo analisi, dico la verità eh, facevo analisi e ho tirato fuori quello che avevo sepolto negli anni, insomma. E quella storia mi riguarda. Sono dell’idea che chi canta, chi scrive, scrive di se stesso e quindi racconta quello che ha vissuto. Perdono chi non si è accorto, è assolutamente innocente. Verso chi ha compiuto il gesto, no.

Poi ha spiegato di aver incontrato il responsabile di quell’abuso che, però, è morto “perché era già grande”:

Non mi ha mai detto niente… anche da parte di chi commette la molestia, c’è la rimozione.

E sul suo orientamento sessuale ha chiarito:

Dicono di me che sono lesbica e non è vero, ma non mi dispiace. Mi fa piacere essere una icona lesbo, però sarebbe anche il momento che i giornalisti, i media la smettessero di affibbiare la definizione ‘gay’, ‘lesbica’ a qualcuno per poi farci i titoli di copertina dei giornali.

Infine:

Se io mi fidanzassi con una donna, andrei in giro per strada, non mi nasconderei in casa, questo è un po’ il concetto, ma purtroppo mi piacciono gli uomini.