Da stasera appuntamento da non perdere su Fox, canale 112 di Sky, per tutti gli appassionati di Robert Kirkman. Il fumettista e autore televisivo, già creatore di una serie popolarissima come The Walking Dead, tratta da un suo stesso fumetto, e del suo spin-off Fear the Walking Dead, che sta anch’esso ottenendo un ottimo seguito di pubblico, ci riprova ancora con Outcast.

La nuova serie creata da Robert Kirkman sempre a partire da una sua opera a fumetti, Outcast – Il reietto, è appena partita negli Usa sul network Cinemax e da questa sera, lunedì 6 giugno, arriva anche in Italia su Fox, in quasi contemporanea con la trasmissione d’Oltreoceano.

Protagonista di Outcast è Patrick Fugit, attore lanciato in giovanissima età da Cameron Crowe nella pellicola rockettara Quasi famosi – Almost Famous e oggi 33enne. La sua parte è quella di Kyle Barnes, un giovane uomo piuttosto asociale e dal passato oscuro, tormentato dalle possessioni demoniache che hanno rovinato la sua vita e quella dei suoi famigliari.

Riguardo ad Outcast, Robert Kirkman ha dichiarato: “Volevo assolutamente scrivere una storia sull’esorcismo e sulla possessione perché mi sembrava che fosse ricca di tematiche mai affrontate. Naturalmente L’esorcista era il paragone inevitabile in una simile circostanza rispetto a quello che la gente si aspetta nelle storie di esorcismo e così la mia idea era quella di sconvolgere queste aspettative con qualcosa che non si era mai visto prima”.

Sulla puntata pilota di Outcast, in particolare, Kirkman specifica: “La prima puntata è un omaggio a L’esorcista perché, come ho detto, è imprescindibile. Ma prometto che niente sarà come può sembrare al primo sguardo e questo si può capire già nella prima puntata, da molti particolari…”.

Robert Kirkman ha inoltre annunciato delle differenze e delle sorprese all’interno della serie tv anche per chi conosce già il fumetto di Outcast: “Proprio come per The Walking Dead, fumetto e serie tv avranno sicuramente molto in comune, ma anche molte differenze. Questo perché si tratta di due media profondamente differenti, ognuno dei quali permette di approfondire svariati aspetti: certe cose impossibili per la tv funzionano benissimo nel fumetto e viceversa”.