Ciò che è avvenuto ieri sul palco degli Oscar 2017 è con ogni probabilità il peggior incubo di chiunque organizzi una cerimonia così importante, vista da centinaia milioni di persone in tutto il mondo.

Come è ormai noto a tutti, e dunque non solo ai cinefili che hanno trascorso la nottata in attesa di conoscere il titolo del miglior film, l’ambita statuetta finale è stata infatti attribuita erroneamente a La La Land (il favorito della serata uscito ridimensionato), mentre in realtà era stata assegnata alla rivelazione dell’anno, l’indie Moonlight.

Protagonisti inconsapevoli del disguido – organizzatori a parte – sono stati i due presentatori del premio Warren Beatty e Faye Dunaway, ai quali è stata data la busta incriminata, recante l’erroneo titolo vincitore.

L’attore in realtà ha subito capito che c’era qualcosa che non andava, e per questo motivo ha tentennato un po’, passando poi la lettera alla collega, in cerca di spiegazioni: questa però ha preso la palla al balzo ed è passata a proclamare la vittoria di La La Land, dando il via a festeggiamenti che si son rivelati infondati.

È stato poi il produttore del musical, Jordan Horowitz, ad annunciare sul palco – visibilmente scosso e arrabbiato – che il premio era andato invece ai rivali di Moonlight. Warren Beatty non ha potuto fare che buon viso a cattivo gioco, chiamando sul palco i vincitori e spiegando quanto accaduto.

Il retroscena della vicenda, inizialmente molto confusa, è stato chiarito interrogando i diretti interessati: a Horowitz è stata data la busta con il vero vincitore, sulla quale era iscritto il titolo Moonlight, mentre a Beatty per qualche disguido era finito un doppione della busta recante il nome della migliore attrice protagonista, Emma Stone, parte del cast di La La Land.

Responsabile dell’errore è stata la PricewaterhouseCoopers, lo studio contabile che si occupa di assicurare il corretto conteggio delle votazioni degli Oscar.

La società si è scusata e ha promesso di aprire un’inchiesta su quanto avvenuto: la presenza del doppione di una busta (Emma Stone infatti aveva tenuto l’originale) è prevista come misura di sicurezza in caso di smarrimento, ma in questo caso non è ancora chiaro come la busta sbagliata sia finita tra le mani di Warren Beatty.