Quest’anno l’Italia non è riuscita a portare un proprio rappresentante ufficiale nella corsa agli Oscar 2015, Il capitale umano essendo stato escluso dalle shortlis, eppure il tricolore ha trionfato lo stesso grazie alla vittoria di Milena Canonero, la responsabile dei costumi in The Grand Budapest Hotel.

La performance del film di Wes Anderson agli Oscar 2015 può essere descritta come eccellente o deludente, a seconda della prospettiva che si adotta.

Quattro premi non sono di certo pochi, nonostante si tratti di categorie tecniche (oltre ai già citati costumi la pellicola ha vinto il premio per il trucco di Frances Hannon e Mark Coulier, la scenografia di Adam Stockhausen e Anna Pinnock e la musica scritta da Alexandre Desplat), eppure sono mancati i riconoscimenti maggiori.

Chi invece ha salutato la nottata con giubilo è stata proprio la “nostra” Milena Canonero, ormai una habitué delle premiazioni targate Academy, dato che questa è per lei la quarta statuetta d’oro su ben nove candidature in circa 45 anni di carriera.

Nata a Torino e poi trasferitasi a Londra per seguire la propria passione, la Canonero ha debuttato nel mondo del cinema in maniera superlativa, grazie al leggendario Stanley Kubrick che aveva incontrato grazie a un amico giornalista.

Il suo primo incarico fu infatti la realizzazione dei costumi di Arancia meccanica, e tutti di sicuro ricordano le ormai celeberrime tute dei drughi dediti all’iperviolenza. Già nel 1976 sarebbe arrivato il premio Oscar grazie al certosino lavoro di ricostruzione storica effettuato in Barry Lindon.

La costumista lavora con Kubrick anche in Shining, per poi vincere il secondo Oscar grazie a Momenti di gloria di Hugh Hudson, del 1982.

Seguono venti anni di nomination: La mia africa di Sidney Pollack nel 1986, Tucker, un uomo e il suo sogno di Francis Ford Coppola nel 1988, Dick Tracy nel 1991, Titus nel 1999 e L’intrigo nel 2002.

La Canonero torna a vincere nel 2007 grazie a Marie Antoinette di Sofia Coppola, quindi per un altro lavoro storico, anche se rivisitato in chiave pop.

È degli Oscar 2015 la definitiva consacrazione grazie a Wes Anderson, con il quale la costumista aveva già lavorato in Le avventure acquatiche di Steve Zissou e Il treno per il Darjeeling.

Del tutto giustificato il moto d’orgoglio espresso dal Ministro ai beni e alle attività culturali Dario Franceschini: “L’Oscar a Milena Canonero è un’altra conferma della forza e della vitalità del cinema e della creatività italiana. Con il quarto Oscar della sua carriera la Canonero diventa una delle costumiste più premiate di sempre. Un talento straordinario riconosciuto e apprezzato dai più grandi registi del mondo. La sua vittoria è motivo d’orgoglio per tutta Italia“.

Una grande serata per l’Italia, dunque. Peccato avere dimenticato Francesco Rosi, però…