I fratelli Paolo e Vittorio Taviani grazie al loro film “Cesare deve morire” si guadagnano l’Orso d’Oro.

Dopo una lunga attesa durata 21 anni, l’Orso d’Oro, il massimo premio assegnato dalla giuria del Festival del Cinema di Berlino, torna in mani italiane. L’ultimo italiano a vincerlo fu Marco Ferreri nel 1991 con il film “La casa del sorriso”.

Il film dei fratelli Taviani, interamente girato nel carcere di massima sicurezza di Rebibbia a Roma, ha come protagonisti i detenuti che stanno mettendo in scena la tragedia “Giulio Cesare” di Shakespeare. Una tragedia che dal palco si fonde con la vita dei detenuti tutti, sempre più coinvolti, non solo nella messa in scena del dramma, ma nel dramma come rappresentazione della loro vita.

Ma anche altri premi per gli italiani.  “Diaz – Don’t Clean Up This Blood” di Daniele Vicari, in concorso nella Sezione Panorama, ha vinto il premio del Pubblico.

Un film duro sui fatti che avvennero a Genova durante il G8, quando la polizia fece irruzione nella scuola Diaz e portò moltissimi manifestanti nella caserma di Bolzaneto, fatti su cui ancora non è stata fatta chiarezza. La pellicola è prodotta da Fandango in co-produzione con Mandragora Movies (Romania) e Le Pacte (Francia).