Siete in cerca di una serie tv gustosa e interessante per l’estate? Scoprite in questa recensione Orphan Black, un fantasy davvero ben fatto che vi conquisterà!

Che l’estate sia un periodo di moria televisiva, è cosa nota. Non parlo solo delle tv generaliste: anche il mercato delle serie tv si ferma oltreoceano – e di conseguenza in Italia – e l’unica cosa da fare è recuperare quello che non siamo riusciti a seguire durante l’anno (io, ad esempio, l’ho fatto con Mad Men, che avevo clamorosamente lasciato perdere dopo la prima stagione, anni fa)  o goderci quello che di buono tra le nuove proposte i palinsesti ci hanno offerto. Ieri vi parlavo del godibilissimo Orange is the new black, che è appena iniziato e che quindi è tutto in divenire.

Orphan Black, invece, ha già visto concludersi i primi dieci episodi della stagione uno ed arriverà il prossimo anno, a maggio, con la seconda, attesissima stagione. Ho visto i primi tre episodi – anche se in realtà volevo vedere solo il pilota, per capire se mi sarebbe piaciuto, e poi non sono più riuscita  a smettere – e la promozione, per me è totale.

Se siete appassionati di fantasy e di storie ai confini della realtà, questo piccolo gioiellino di produzione canadese fa per voi. Protagonista è Sarah Manning, orfana, bad girl, madre snaturata di Kira, sempre invischiata in storie d’amore sbagliata e vicende al limite della criminalità. Un giorno, in stazione, Sarah viene attirata dalle lacrime di una donna, che, lentamente, si spoglia e si butta sotto un treno. Prima di morire, la donna – che scopriremo poi chiamarsi Beth Childs, professione detective – mostra il suo volto a Sarah, che scopre di avere una gemella identica a lei che non sapeva di avere. Presa la borsa e i documenti di Beth, sarà si appropria della sua vita, proprio grazie a questa somiglianza: se la cava anche senza sapere nulla di lei, con i colleghi di lavoro e con il fidanzato, e addirittura in banca, dove riesce a mettere le mani sui 75 mila dollari di Beth. Obiettivo: trasferirsi con la piccola Kira e l’amico di sempre, Felix. Ma non tutto è come sembra: presto Sarah capirà di essere parte di un progetto più grande di lei, che vede la presenza di diversi cloni identici, tutte con una propria personalità e una vita diversa. Conosceremo la Tedesca, Alison, madre di famiglia, e la scienziata Cosima, che le spiegheranno di essere il frutto di un esperimento scientifico e che ora rischiano tutte la vita, perché qualcuno vuole eliminarle.

Da questa trama, già fittissima, prende piede questo godibilissimo serial che ha le atmosfere di Fringe ma anche un po’ del defunto Ringer. Bravissima è Tatiana Maslany, che deve interpretare non solo Sarah, ma anche gli altri cloni: ad ognuna dà una personalità e una caratterizzazione davvero personale, e vederle insieme sullo schermo è un piacere per gli occhi.

Orphan Black è pieno di colpi di scena, ben recitato, ricco di personaggi, di storie, di umorismo e di umanità: come al solito, la cosa bella è conoscere i protagonisti, non solo seguire le loro vicende.

Io ve lo consiglio: di serie tv così complete e interessanti ce ne sono talmente poche che quando ne troviamo una che risponde a tutti i criteri, non dobbiamo fare altro che prenderla al volo.