Cinquecentocinquantamila persone raggiunte, 22.000 interazioni durante i live (tra commenti, like e condivisioni), 65.000 visualizzazioni dei live. Sono i numeri di Optima Red Alert, il nuovo esperimento intrapreso da Red Ronnie insieme a Optima Italia. Qualcuno lo definisce un anti-talent, ma guai a dirlo a Red Ronnie: “non è un anti-talent, non vogliamo andare contro i talent. Vogliamo offrire un’opportunità che manca da molto tempo agli artisti emergenti che fanno musica propria e non hanno più opportunità di esprimere ciò che stanno creando, ecco che cos’è Optima Red Alert”.

Il programma, trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di OptiMagazine e condiviso sulla pagina di Red Ronnie, sta riscuotendo un grande successo dopo appena tre puntate e vede aumentare il numero di artisti che segnalano i propri brani. Il meccanismo di Optima Red Altert è semplice e completamente social: ogni venerdì viene scritto un post sulla pagina Facebook di OptiMagazine “Optima Red Alert #ASCOLTAILMIOPEZZO”. Nei commenti al post vengono raccolte le segnalazioni dei video degli artisti emergenti che poi verranno fatti vedere durante la diretta Faceook del martedì sera alle 21.

Ecco che cosa ci ha detto Red Ronnie a proposito di questa nuova avventura e quali sono le sue considerazioni sullo stato della musica in Italia:

Si può dire che Optima Red Alert sia una prosecuzione di quanto ha fatto agli inizi della sua carriera quando lavorava come dj nelle radio libere?

Sì, io ho iniziato a dare spazio agli artisti emergenti nel 1980.  C’erano i gruppi delle cantine allora, a cui nessuno dava spazio e io creai su Poster un grandissimo reportage su questi artisti. Tra quelli che vennero a trovarmi e di cui mi occupai c’erano i Decibel, con un giovanissimo Enrico Ruggeri, Johnson Righeira, i Caffè Caracas, Raf, Ghigo (che poi avrebbe fatto il Litfiba). C’erano i fermenti di quella che sarebbe stata la nuova generazione. Da allora ho sempre dato spazio agli artisti emergenti nelle mie trasmissioni, anche quando non ho più avuto spazi televisivi ho continuato con delle aziende, la prima fu la Tim con il Tim Tour, e con i miei programmi sul web. Quindi per me è una logica continuazione Optima Red Alert, ed è il programma più avveniristico di quelli che ho fatto per l’interazione garantita agli artisti e al pubblico.

Un’interazione che i talent televisivi hanno sempre sbandierato come caratteristica distintiva, ma è davvero così?

Nei talent tu paghi per poter esprimere il tuo voto, e lì sta il grande business, lì sta quella che io chiamo una truffa. Se ne sono accorti i genitori dei ragazzini che hanno avuto delle bollette salate proprio a causa del televoto. Paradossalmente viviamo in una situazione in cui non si spendono 99 centesimi per acquistare un brano e lo si scarica gratis e invece si spendono soldi per votare. Con Optima Red Alert invece chiunque è in grado di esprimere un parere, di dare un consiglio al gruppo che stai vedendo, il gruppo guarda i tuoi commenti ed è tutto in diretta senza filtri e senza trucchi. Io penso inoltre che la musica sia emozione, non competizione, e in Optima Red Alert non c’è una gara, non c’è nulla da vincere, l’unica cosa che si vince è la visibilità e un reale confronto con il pubblico. I migliori, quelli che piacciono di più e risultano più innovativi, hanno degli altri spazi che sono “Il Barone Rosso” e le pagine di OptiMagazine dove verranno ospitate delle interviste agli artisti emergenti.

Oggi purtroppo chi fa musica propria non può esprimersi in radio, perché le radio mandano soltanto brani famosi. Le case discografiche vanno a prendere artisti che non sono sconosciuti, perché sono già famosi con i talent, inoltre questi cantanti non fanno musica propria, sono delle cover band che suonano musica di altri. In questo modo stiamo facendo cambiare mestiere agli artisti più validi, ai Vasco Rossi del futuro. Se Vasco Rossi, Jovanotti, De André e Lucio Dalla si fossero presentati come concorrenti di un talent sarebbero stati scartati a causa delle attuali logiche discografiche. Non sarebbero stati neanche ammessi alla gara.

Finora come ti sono sembrati i cantanti che si stanno proponendo su Optima Red Alert?

Ci sono delle cose estremamente interessanti, è incredibile quanti ragazzi, nonostante non abbiano spazio e non guadagnino da ciò che fanno, stiano investendo sulla propria musica producendosela con i mezzi che hanno. Quando abbiamo iniziato pensavamo di avere 50, 60, 70 cantanti che si proponessero con il loro video, in realtà abbiamo ogni settimana 400-500 proposte ed è qualcosa di veramente incredibile, considerando che non stiamo facendo molta pubblicità ad Optima Red Alert. Tempo fa in un’intervista dissi che oggi gli artisti emergenti vivono in una carboneria, non hanno spazi, ma chi riuscirà a resistere disegnerà la musica del futuro. E oggi posso finalmente dire che con Optima Red Alert stiamo facendo i primi schizzi della musica del futuro.

Le faccio una domanda provocatoria: dando la possibilità a tutti i potenziali artisti di esprimersi in maniera diretta e senza filtri non si rischia di abbassare la qualità della musica proposta?

Troppe volte le persone sono state giudicate e bocciate, io ritengo che non bisogna giudicare assolutamente l’entusiasmo e il desiderio di fare. Tutti devono avere un’opportunità di provarci, cosa che non viene assolutamente data oggi. Chi sei tu per giudicare? Chi sei tu per dire che vai bene o no? Quando mi imposi per la vittoria dei Negramaro, i discografici erano per la vittoria di un altro gruppo che era di Piacenza, invece i Negramaro venivano dalla Puglia e costava molto portarli a far promozione a Milano. Quindi il criterio di scelta non verteva sulla validità del gruppo. Difronte a queste cose preferisco dare l’opportunità a tutti.

Che tipo di difficoltà state incontrando nella realizzazione di Optima Red Alert?

La difficoltà maggiore è che siamo soli, OptiMagazine e RoxyBarTv sono le uniche due realtà che unendosi danno questo spazio, spero presto si uniranno a noi altre realtà. Purtroppo la situazione attuale è preoccupante, nessuno vuole più rischiare nel proporre nuovi artisti, stanno disabituando la gente alla cuoriosità di quello che non si conosce. Questo discorso vale in senso generale, addirittura Pif in una pubblicità della Tim dice “rivendichiamo la libertà di non dover scegliere“. Ti rendi conto? La libertà di non dover scegliere è il fascismo totale, è qualcosa di abominevole, questo è quello che vogliono, questo è quello che auspicano tutti, noi non dobbiamo scegliere, noi prendiamo quello che ti danno senza criticare e senza giudicare. Stiamo andando verso un futuro simile a Fahreneit 451 e a 1984, dove le persone non debbono scegliere, dove c’è un ordine mondiale che comanda su tutto.

Che consigli daresti a dei ragazzi che vogliano fare musica?

Secondo me le giovani proposte dovrebbero impegnarsi di più per andare a suonare dal vivo e dovrebbero andare a sentire altri gruppi emergenti. Inoltre una cosa fondamentale è avere una propria identità, non bisogna scimmiottare gli altri come piace tanto qui in Italia, devi fare canzoni tue. Io sogno un futuro in cui gli artisti italiani siano così e sto facendo di tutto affinché il futuro della musica in Italia sia così.