Oliver Stone ha presentato, in veste di produttore, in anteprima mondiale al Taormina Film Fest “Ukraine on fire“, documentario che racconta la storia dell’Ucraina dalla seconda guerra mondiale fino al recente passato, enfatizzando le scelte che portarono la popolazione a schierarsi con la Germania nazista durante il genocidio degli ebrei.

In qualità non solo di produttore Oliver Stone compare nel film anche come giornalista, e tra gli intervistati anche il Primo Ministro della Federazione Russa, Vladimir Putin. Ecco cosa ci ha raccontato il regista di questa esperienza:

È difficile portare un film come questo nel mondo, perchè in occidente c’è quasi un’ostilità nel punto di vista ucraino, perchè non abbiamo vissuto, e non viviamo il loro stesso contesto sociale. Con questo film, diretto da Igor Lopatonok, volevamo offrire una visione diversa perché sembra che la voce dell’Ucraina orientale non venga mai ascoltata.

 Perché la necessità dunque di realizzare un documentario del genere?

Nel mondo occidentale diamo per scontato che quello che vediamo al tg, o quello che ci dicono dai media. Il film apre un dibattito su molte problematiche e punti di vista di cui non conoscevamo l’esistenza. Potete contestare quello che viene detto, ma dovete prima conoscerlo. Nessuno aveva presentato i fatti come abbiamo fatto noi.

Che prospettive di mercato ha Ukraine on Fire a livello cinematografico?

Non credo che l’uscita al cinema sia possibile negli USA, forse televisione in Europa, perchè le nazioni europee sono più coinvolte degli Stati Uniti  nelle dinamiche politiche raccontate nel film.

taormina oliver stone

Cosa ne pensa invece delle presidenziali americane e dei due candidati, Donald Trump e Hilary Clinton? Sono in grado secondo lei di modificare la politica estera degli Stati Uniti?

Gli Stati Uniti sono un sistema complesso e consolidato, chiunque diventerà presidente non cambierà le cose, soprattutto sulla politica estera. Conoscete la posizione di Obama, di Hilary è ancora più forte.

Rimanendo sempre nella sfera politica nel film lei ha intervistato Vladimir Putin, che cosa ne pensa di lui?

Mi ha colpito per essere molto freddo, calmo e con poche emozioni, viene preparato fa i compiti e non ha problemi a parlare davanti una telecamera. Conosce la situazione bene e non recita. Non cerca di essere tuo amico e rimane quello che è. 

Il suo prossimo film da regista è invece Snowden, che racconterà la storia dell’ex dipendente della CIA responsabile di aver divulgato informazioni segrete. Sceglie sempre film che raccontano storie reali piuttosto che fittizie…

È vero, apprezzo maggiormente film del genere. Snowden è un film basato su fatti reali, ma è pur sempre un film che si ancora ai fatti, ognuno però ha la sua visione su di essi. Scelgo questo genere di opere perché non sono amante di Hollywood, preferisco avere contatti con persone vere e reali.