In questi giorni è attivo nella promozione di Le belve, sua ultima fatica cinematografica apprezzata in breve tempo dalla critica cinematografica e dal pubblico. Nei prossimi mesi, invece, uscirà il terzo documentario dedicato all’ex Presidente di Cuba, Fidel Castro, dal titolo Castro in winter.

Ma Oliver Stone non ha voglia di accontentarsi e ha deciso di unire lavoro e affetti familiari. Ha riscritto la storia dell’America e, dice, lo ha fatto per i suoi figli. Tara, Michael Jack e Sean Stone rappresentano un’importante fetta di vita e di quotidianità per il noto regista di Platoon. Sean, in particolare, ha seguito il padre dal punto di vista lavorativo, decidendo di diventare regista.

Per i suoi tre figli Oliver Stone, durante un recente viaggio in Iran, ha anche scelto di convertirsi all’Islamismo.

La decisione di Stone, riscrivere la storia del proprio paese per i suoi figli, è l’ennesimo traguardo di una carriera dedicata in qualche modo alla socialità e al cinema impegnato. Motivato da questi valori, il regista ha presentato al New York Film Festival del Lincoln Center The Untold Story of the United States: si tratta di un documentario in dieci puntate che debutterà in novembre sul canale via cavo Showtime. Afferma Stone:

“Questo è il versante dei fatti che non abbiamo mai imparato a scuola”.

La ricerca della verità, dunque, ha spinto Stone a lavorare al progetto per ben quattro anni e ad investirci un milione di dollari di tasca propria. In compagnia di Peter Kuznick, storico e direttore del Nuclear Studies Institute alla American University, Stone ha scandagliato gli archivi nazionali di Stati Uniti, ex Urss, Gran Bretagna, Germania e Giappone in cerca di foto, filmati e documenti relativi a eventi e personaggi storici famosi e sconosciuti.