Le feste sono un potente detonatore di nevrosi per qualunque famiglia: su questa base Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo -trio celebre per aver diretto la serie televisiva cult Boris- danno vita a Ogni maledetto Natale, commedia sentimentale e satirica che tenta di dare una risposta alla domanda “Può l’amore sopravvivere alle feste?”.

Protagonisti della storia sono Massimo (Alessandro Cattelan) e Giulia (Alessandra Mastronardi), due ragazzi con vite e storie molto diverse. Lui si occupa di microcredito e fa parte di una delle cinque famiglie più ricche (e nevrotiche) d’Italia, quella dei Marinelli-Lops, industriali del panettone secondo i quali “il Natale è un brand allegro, non religioso”; lei è un promettente architetto, di umili origini e molto determinata: proviene infatti dall’agghiacciante Cucuia, immaginario paesino della Tuscia in cui il Natale si trascorre fra antiche faide familiari e inquietanti tradizioni come il brodo con le ghiandole di lepre e l’acquavite di vipera, la caccia notturna al cinghiale e partite a carte a spurchia-filetto. La sola colpa dei due ragazzi è quella di innamorarsi sotto le feste: Giulia inviterà Massimo a passare la Vigilia -dipinta non come un momento di gioia, ma come incubo antropologico che stressa e affatica le persone fin dalla notte dei tempi- con i propri parenti; il giorno dopo la ragazza raggiungerà il fidanzato nella lussuosa villa dei Marinelli al centro di Roma, ma fuori dal mondo, fra inservienti filippini di cui i blasonati imprenditori non ricordano neanche il nome e beneficenza di facciata a nascondere esistenze vuote.

Gli interpreti di questa grottesca commedia corale nelle sale dal 27 novembre sono sempre gli stessi: a ogni attore, infatti, sono affidati due ruoli, due maschere diverse. Così Francesco Pannofino è sia Aldo, capostipite del bizzarro clan dei Colardo, sia il facoltoso imprenditore Marcantonio Marinelli; Laura Morante riesce a essere inquietante tanto nei panni di Maria Colardo, autoritaria e frustrata casalinga dal look anni Ottanta il cui unico svago è andare a messa, quanto in quelli -in seta e cachemire- di Ludovica, la madre di Massimo; Caterina Guzzanti è Antonella Colardo, sorella sempliciotta di Giulia, e Tiziana Marinelli, viziatissima figlia di papà con tendenze bipolari. Corrado Guzzanti spicca nel doppio ruolo dello sboccato zio Sauro e del cameriere Benji, determinato a servire a ogni costo il pranzo di Natale supportato da Marco Giallini, l’affascinante Silvestri deciso a non rinunciare ai fritti, ma altrettanto divertente nei panni dello zio Fano, che ruba dal piatto di Massimo le ghiandole di lepre. Poi c’è Valerio Mastandrea, capace di passare con grande disinvoltura dal ruolo di villico a quello di manager evangelico; con lui la coppia Andrea Sartoretti-Stefano Fresi bizzarri parenti di Giulia e coppia di poliziotti capitati loro malgrado a villa Marinelli nel secondo episodio del film.

Corrosivo, scorrettissimo Ogni maledetto Natale si annuncia, nonostante il titolo generi qualche perplessità, come l’anti-cinepattone. Il limite dell’operazione sta a nostro avviso nella trama forse un po’ scontata e che porta quindi ad apprezzare più i singoli episodi comici che il film nell’insieme, ma finalmente si respira un po’ di aria nuova. E non ci sembra sia poco.