Ogni maledetto Natale è con ogni probabilità la commedia italiana dell’anno, anche solo per il modo in cui riesce a giocare con gli schemi e gli stereotipi di un genere tanto consolidato quanto strapazzato, il cosiddetto “cinepanettone”, aderendovi e poi distaccandosene per affondare meglio il coltello.

Vediamo allora in che modo la critica ha accolto la pellicola scritta e diretta dal trio di Boris,  Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, e interpretata da un cast d’eccezione composto da Alessandra Mastronardi, Alessandro Cattelan, Marco Giallini, Corrado e Caterina Guzzanti, Laura Morante, Valerio Mastandrea e Francesco Pannofino. Senza dimenticarci della nostra recensione

Francesco Di Brigida de il Fatto Quotidiano ha lodato l’intero cast per l’eccellente prestazione e ha definito il film “una regia di scene corali quasi epiche” che “ci parla di famiglia rispolverando piccole meschinità casalinghe riadattate a un’Italia attuale, dove la tradizione troppo spesso diventa quasi vecchiume o sinonimo d’inferiorità culturale”. Tra i temi rinvenuti lo “sfruttamento del lavoro, la cieca ignoranza (o semplice ingenuità), i razzismi malcelati e i giochetti di marketing e potere.”

Gabriele Niola di Bad Taste sottolinea invece la capacità del trio di autori di staccarsi da modelli vecchi e nuovi della commedia natalizia italiana. Il film infatti è “una commedia che pare spagnola per ritmo e trovate esagerate, per mostruosità dei personaggi, sfiducia nella tradizione e originalità delle conseguenze.” Il sottotesto della pellicola è in qualche modo una critica al familismo italiano che trova la massima espressione proprio durante il periodo delle festività: “il Natale fa schifo, perchè costringe ad andare contro la corrente più sana che ci sia, ovvero l’emancipazione dalla famiglia, costringe a ritornare nel nido e a subirne di nuovo pressioni e fastidi, scatenando il peggio in ognuno.” Da incorniciare la prova di Guzzanti nei panni del domestico filippino, “più mostruoso dei padroni perchè figlio della loro cultura in cui si specchia e trova senso d’esistere”, nonostante il film in sé non sia perfetto e in più di qualche momento proceda faticosamente quando deve procedere secondo linee narrative convenzionali.

Mauro Uzzeo di XL – Repubblica si sofferma, a differenza di altri, sui protagonisti, rilevando come “la nascita della storia d’amore tra Massimo e Giulia dimostra con quanta semplicità si possa raccontare in pochi minuti una storia credibile e capace di far affezionare immediatamente”. Il giudizio finale è positivo, sopratutto perché il film rappresenta un cinema che “torna a giocare con alcune maschere classiche della commedia italiana che per troppo tempo erano state sostituite dagli equivalenti televisivi dagli industrialotti borghesi e dagli ignoranti di cuore.”

A margine di ciò che ha scritto la critica segnaliamo il video promozionale realizzato dal collettivo di videomaker The Jackal, che ha immaginato in che modo differenti registi italiani avrebbero girato le scene madri di Ogni maledetto Natale. Troviamo così il classico gioco di sguardi alla Sergio Leone che prelude a una cena colossale, la litigata urlata e ansimante per un regalo di Gabriele Muccino, una tombolata trash-chic al rallenty come la vorrebbe Paolo Sorrentino, un deprimente bianco e nero alla Vittorio De Sica (forse un po’ fuori luogo e stereotipico), il Natale a Natale dei Vanzina con ogni tipo di volgarità da cinepanettone e infine una sorta di autocitazione con il Natale camorristico di Stefano Sollima.

Foto: 01 Distribution